Nicole Micoli rappresenta uno degli esempi più interessanti di come i social network – in particolare TikTok – possano trasformarsi in un vero trampolino di lancio per le nuove generazioni di creator. Originaria di Carrara e cresciuta a La Spezia, ha costruito la propria notorietà attraverso contenuti POV che le hanno permesso di conquistare una community giovane, ampia e fortemente coinvolta. Oggi è conduttrice per RDS Next, ruolo che segna un ulteriore passo nella sua crescita professionale. Di questo percorso ha parlato a Blasting News.
Nicole Micoli: 'Non ho trovato difficoltà nel passare dai social alla conduzione radiofonica'
Guardando al suo percorso – dai video su TikTok al ruolo di speaker su RDS Next – cosa l’ha spinta ad aprire inizialmente un profilo social e cosa l’ha convinta a trasformare quella passione in un lavoro?
Ho aperto un profilo social un po’ per caso, per noia, durante la quarantena. All’inizio pubblicavo video di lipsync, balletti… un po’ di tutto quello che capitava. Poi un giorno, nei “per te”, mi sono comparsi dei video di creator spagnole che facevano POV, cioè piccole scenette recitate. Allora mi sono detta: “Ma sai che c’è? Ho tempo, nessuno mi vede perché sono chiusa in casa… proviamo a tradurre questi POV spagnoli in italiano”.
In realtà, inizialmente li facevo in spagnolo: prendevo l’audio già pronto e ci facevo il lipsync sopra. Solo dopo ho deciso di farli in italiano, ed è stata davvero una buona idea, perché hanno funzionato. I video facevano milioni di visualizzazioni e centinaia di migliaia di like. Da lì ho continuato a portare quel tipo di contenuti finché non sono arrivata dove sono oggi. La cosa divertente è che ancora oggi la gente per strada mi ferma e mi dice: “Ma tu sei quella dei POV?”, anche se ormai non li faccio quasi più – almeno non nel modo in cui li facevo allora – e questa cosa mi fa sorridere. Per quanto riguarda la radio, invece, inizialmente andavo spesso come ospite a RDS Next perché avevo amici che lavoravano lì.
Poi mi hanno chiamata per propormi di fare la speaker. Mi hanno chiesto se fossi interessata e ho accettato subito, senza pensarci due volte, anche perché è qualcosa che mi piace molto e che spero diventi un vero lavoro. Vorrei avere un mio programma, più volte a settimana, non solo una volta a settimana.
Qual è la sfida più grande che ha incontrato nel passaggio dai contenuti “social” alla conduzione radiofonica? Tecnica, linguaggio, ritmi o il rapporto con il pubblico?
Se devo essere sincera, non ho trovato particolari difficoltà nel passare dai social alla conduzione radiofonica, perché sui social sono sempre stata me stessa. Non sono mai stata impostata o finta, e in radio mi comporto allo stesso modo.
RDS Next è una radio pensata per la Generazione Z, quindi il linguaggio è molto giovanile: è come fare una chiacchierata tra amici. Ovviamente ci sono delle accortezze in più – bisogna fare attenzione a come si parla e a come si dicono le cose – ma è qualcosa che ho sempre fatto anche online. Per questo non ho percepito grandi differenze né difficoltà nel passare da un ambiente all’altro.
Come riesce a bilanciare la spontaneità e l’autenticità che mostra sui social con la professionalità richiesta da un’emittente radiofonica?
Come dicevo prima, il rapporto tra social e radio è molto simile. Certo, in radio serve un linguaggio un po’ più impostato e bisogna seguire una scaletta, però non ho trovato difficoltà ad approcciarmi a questo mondo.
So essere autentica e professionale anche al microfono (ride, ndr),
'Oltre alla radio, mi affascinano molto il mondo cinematografico, televisivo e quello dei reality'
Quali contenuti o progetti – sui social, in radio o su altri media – sogna di realizzare prossimamente?
A me piace molto il mondo artistico in generale. Mi piacerebbe tantissimo condurre un programma, ed è qualcosa che vorrei assolutamente fare nella mia vita. Oltre alla radio, mi affascinano molto il cinema, la televisione e anche il mondo dei reality. Tutte queste cose mi intrigano e spero di riuscire a realizzare uno di questi sogni, magari anche tutti insieme.
In un mondo dell’informazione e dell’intrattenimento sempre più veloce e “a consumo”, come vede il ruolo del creator e del conduttore nei prossimi anni?
È un’occasione, una responsabilità o entrambe?
Entrambe. Può essere un’occasione per realizzarsi, perché i social sono ormai un mezzo di comunicazione potentissimo, ma anche una grande responsabilità: basta una parola sbagliata per essere subito tagliati fuori, basta niente per distruggerti. Il lavoro del creator digitale o del conduttore è difficile da mantenere negli anni, perché – come abbiamo detto – è un ambito veloce e sempre in evoluzione. C’è molta competizione e sono sempre di più le persone che vogliono fare questo mestiere, quindi bisogna sapersi differenziare, restando però autentici. Secondo me è questo che permette di andare avanti. Alla fine, la tecnologia non muore mai.