Il vicedirettore del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, ha espresso un giudizio netto sul brano vincitore del Festival di Sanremo 2026, intitolato “Per sempre sì” e interpretato da Sal Da Vinci. Cazzullo ha definito la canzone “adatta a un matrimonio della camorra” e, con parole che hanno acceso un acceso dibattito, l’ha definita “forse la canzone più brutta che abbia mai vinto un festival di Sanremo”. Le sue dichiarazioni, apparse nella rubrica di posta con i lettori, hanno rapidamente suscitato reazioni sui social network e nelle radio, con particolare eco in Campania.
La critica al brano
Aldo Cazzullo ha precisato che la sua critica non è rivolta alla persona di Sal Da Vinci, descritto come “una persona simpatica”, bensì al brano musicale. Secondo il giornalista, “Per sempre sì” risulterebbe banale e privo di profondità. Per sottolineare la sua posizione, Cazzullo ha contrapposto il brano sanremese a classici della musica italiana come “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, evidenziando come quest’ultimo possieda un valore simbolico e storico che, a suo dire, il pezzo di Sal Da Vinci non riesce a eguagliare. Il vicedirettore ha inoltre evocato un’immagine dell’Italia in cui “chiunque può fare qualsiasi cosa”, arrivando persino a vincere il Festival, come accaduto con l’artista napoletano.
Reazioni e dibattito
Le affermazioni di Cazzullo hanno generato un’ondata di reazioni contrastanti. Numerosi utenti hanno preso le difese di Sal Da Vinci, criticando l’accostamento del suo brano alla camorra come uno stereotipo offensivo nei confronti del Meridione. D’altro canto, non sono mancate le voci a sostegno del diritto del giornalista di esprimere una valutazione critica. La polemica ha coinvolto attivamente anche le radio napoletane, che avevano accolto con entusiasmo il brano di Sal Da Vinci.
Sal Da Vinci e il successo sanremese
Sal Da Vinci è il vincitore della 76ª edizione del Festival di Sanremo con il brano “Per sempre sì”. Il cantautore napoletano ha ottenuto un notevole successo con questa partecipazione, che ha segnato il suo ritorno in gara dopo diciassette anni.
Il brano ha saputo conquistare sia il pubblico che le classifiche, affermandosi come una delle hit più ascoltate dell’edizione.
La controversia innescata da Cazzullo mette in luce il divario esistente tra il gusto popolare e la valutazione critica, riaccendendo il dibattito sul ruolo della musica popolare italiana e sulla rappresentazione culturale del Sud Italia.