Nella mattinata del 18 dicembre, l’associazione Legambiente ha depositato in Parlamento un disegno di legge contenente proposte di integrazioni e di modifiche normative in materia di demolizione del cemento illegale. Il disegno di legge mira ad introdurre nell’ordinamento italiano norme che rendano più efficace e tempestivo l’iter delle demolizioni in presenza di abusi edilizi.
Nell’intendimento della associazione ambientalista è necessario incentivare l’azione di contrasto nei confronti dell’abusivismo, in particolar modo attraverso il potenziamento dei poteri delle autorità preposte e mediate una ridefinizione delle disposizioni e dei tempi inerenti alle attività di demolizione, prevedendo inoltre sanzioni più severe fino alla misura estrema dello scioglimento dell’ente locale inadempiente sul fronte delle demolizioni e del completamento dell’esame delle domande di sanatoria edilizia.
Il ddl è composto da 14 articoli e le principali novità in esso contenute, cui si accennava già in precedenza, riguardano le modalità di demolizioni degli immobili abusivi (art. 5) e la previsione di una sanzione per gli enti locali inadempienti (art. 7) consistente nello scioglimento del comune inadempiente, in caso di mancata attuazione del piano di demolizione e di ripristino, entro un anno.
Il comune di Napoli risulta essere la città con il maggior numero di ordinanze di demolizione emesse negli ultimi 11 anni (ben 16.837), delle quali però vanno a buon esito solo un numero pari al 4%. Ancora peggiore il dato relativo a Reggio Calabria (2.989 ordinanze) e Palermo (1.943 ordinanze), dove secondo i dati forniti dalle stesse amministrazioni comunali non risulta eseguito neppure un abbattimento.
Tra i comuni virtuosi si segnalano Prato (957 demolizioni effettuate, +111,5% rispetto agli anni precedenti) e Genova (498 abbattimenti, +25,7%).
Altro deficit evidenziato da Legambiente è quello relativo all’esame dei precedenti condoni edilizi, caratterizzato da centinaia di migliaia di richieste rimaste inevase e presentate in occasione delle leggi condono che si sono succedute nel tempo: L. 47/1985, L. 724/1994 e L. 326/2003. Complessivamente le domande presentate sono state 2.051.993, quelle respinte 27.859, mentre quelle ancora in attesa di una risposta sono ben 868.335, pari al 42,3% del totale. Il primo comune come numero di domande è quello di Roma, con oltre 596.000 richieste di cui 262.314 ancora senza risposta.
All’atto della presentazione del ddl presso la sala stampa della Camera dei Deputati erano tra gli altri presenti il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, il responsabile ambiente e legalità di Legambiente Enrico Fontana, e i firmatari dello stesso ddl: i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta e gli onorevoli Ermete Realacci e Fabio Granata. Cogliati Dezza, nel corso della conferenza stampa di presentazione ha dichiarato che “nel nostro Paese la demolizione delle costruzioni illegali è la migliore cura preventiva contro il vecchio e nuovo abusivismo” ed ha evidenziato come lo stato di inerzia delle amministrazioni interessate sia spesso frutto di “una rete di complicità e di omissioni da parte delle amministrazioni comunali, che invece hanno l’obbligo e non la facoltà di abbattere l’abuso ripristinando così la legalità”.