Alcuni giorni fa è stato presentato a Genova il XIX rapporto sulla qualità ambientale dei comuni capoluogo di provincia italiani, curato anche quest’anno da Legambiente con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia srl e con quella editoriale de Il Sole 24 Ore. Il rapporto è stato curato per Legambiente da Alberto Fiorillo, Mirko Laurenti e Luigi Lazzaro, mentre i collaboratori scientifici di Ambiente Italia sono stati Lorenzo Bono, Noemi Galbiati, Paola Mani, Francesca Manzoni e Michele Merola.
Il rapporto impiega 25 indici tematici basati su circa 70 indicatori ed oltre 120 parametri, allo scopo di confrontare fra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani.
L’insieme degli indicatori selezionati copre tutte le principali componenti ambientali presenti in una città: aria, acqua, rifiuti, trasporti e mobilità, spazio verde urbano, energia, consumi, politiche ambientali attivate nel contesto urbano, etc.
Anche quest’anno il rapporto suddivide i comuni capoluogo in tre gruppi omogenei: quelli con popolazione superiore a 200 mila abitanti (in tutto 15); quelli con popolazione inferiore ai 200 mila abitanti ma superiore alle 80 mila unità (in tutto 44); ed infine quelli con una popolazione inferiore agli 80 mila abitanti (in tutto 45). Per ciascuno dei 25 indicatori tematici ogni città ottiene un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100 punti. Il punteggio finale è successivamente determinato assegnando un peso percentuale a ciascun indice tematico.
All’interno di ciascun indicatore il sistema di assegnazione dei punti si basa sui parametri: per l’indicatore aria ad esempio si utilizzano come parametri la presenza di polveri sottili (Pm10), quella di diossido di azoto (NO2), i livelli di ozono; per l’indicatore acqua, sempre a titolo di esempio, la qualità della depurazione, il livello del consumo idrico, la dispersione idrica.
La classifica finale dei grandi comuni capoluogo vede al primo posto Venezia, sul podio ideale si piazzano Bologna e Genova, a seguire nell’ordine Padova, Firenze, Verona, Milano, Torino, Trieste, Roma, Bari, Napoli, Catania, Palermo e Messina. Fra quelli di medie dimensioni in testa Trento, a seguire Bolzano e La Spezia.
Infine fra i piccoli capoluoghi al primo posto Verbania, seguita da Belluno e Pordenone. Interessante però dare una occhiata anche alle classifiche inerenti i singoli indicatori per parametro limitandoci però solo ai grandi capoluoghi. Per quanto riguarda la qualità dell’aria in base alla presenza delle famigerate polveri sottili, ad esempio, la migliore risulta essere Genova (seguita da Bari e Trieste). Con riferimento ai livelli di ozono, invece, la migliore è Bari (seguita da Trieste e Catania). Quanto alla capacità di depurazione delle acque al top troviamo Milano (a seguire Torino e Bologna).
La produzione di rifiuti solidi urbani vede in testa Trieste (a seguire Verona e Torino), mentre il dato relativo alla raccolta differenziata pone invece al primo posto Verona (seguita da Torino e Padova).
Per tasso di motorizzazione automobilistica in testa Venezia (a seguire Genova e Bologna), mentre per piste ciclabili Padova (seguita da Venezia e Verona). Infine quanto a verde urbano fruibile la prima è Venezia (a seguire Verona e Milano), mentre per aree verdi totali la prima è Roma (seguita da Milano e Torino).