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Notizie incoraggianti quelle che arrivano dalla Cina in questi giorni. Il governo della Repubblica popolare cinese dichiara di aver riassegnato più di 60.000 soldati per un maxi progetto di riforestazione di una grande parte del paese a Nord di Pechino.

Buone nuove dalla Cina, la lotta all'inquinamento diventa finalmente realtà

La Cina torna a sorprendere in positivo. Dopo le pessime notizie in materia ambientale che ciclicamente arrivano dal colosso asiatico, questa volta c'è da sorridere e, volendo, da rimboccarsi le maniche. Un grande reggimento di oltre 60.000 soldati, fra cui alcune forze della polizia armata nazionale, sono stati spostati dagli stanziamenti ai confini settentrionali del paese per essere impiegati in un maxi progetto di riforestazione.

Lo scopo dello strabiliante progetto ecologico sarà quello di creare un polmone verde che argini l'inquinamento della capitale cinese, che da oltre trentanni è strangolata nella morsa dello smog.

Buona parte dei militari raggiungerà la provincia di Hebei, la cui superficie circonda Pechino. Quest'area è considerata la causa principale dello smog che ricopre la metropoli. L'intenzione del governo è quella di piantare nell'Hebei almeno 84.000 chilometri quadrati di alberi entro la fine dell'anno. A lavoro ultimato la superficie riforestata sarà pressappoco vasta quanto l'Irlanda.

Sembrerebbe inoltre che le direzioni militari siano state attente nel rispettare gerarchie e diritti militari dei coinvolti nel progetto. Un gesto di apertura insolito per la vecchia Cina, ma non per quella moderna, tanto che Zhang Jianlong - capo dell'amministrazione forestale statale della Cina - ha dichiarato: "Le aziende, le organizzazioni e i talenti che si specializzano nel greening work sono i benvenuti a partecipare alla massiccia campagna di greening del Paese.

La cooperazione tra governo e capitale sociale sarà inserita nella lista delle priorità" La volontà del governo è quello di portare la massa totale della copertura forestale dal 21 al 23% entro il 2020.

La rivoluzione ecologica sembra innescata

Il maxi progetto nella provincia di Hebei non è l'unico greening work messo in atto da governo e collaboratori privati. Eco-futurista è il progetto dello studio italiano Stefano Boeri Architetti il quale mira alla costruzione di una città che ospiterà 30.000 persone vicino a Liuzhou. Uffici, case, alberghi, un ospedale, e due scuole saranno interamente ricoperti di alberi e piante per una superficie di circa 175 ettari.

Prima nel suo genere in Cina, Liuzhou Forest City sorgerà a nord di Liuzhou, nella provincia meridionale montuosa dello Guangxi, e sarà in grado di assorbire 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili, rilasciando nell'atmosfera fino a 900 tonnellate di ossigeno. Totalmente cablata, verrà servita da un treno elettrico ad alta velocità e l'intero impianto urbano risulterà totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico.

La geotermia riscalderà i nuclei abitativi e i pannelli solari sui tetti forniranno l'energia rinnovabile necessaria alla vita urbana. L'innovazione vera e propria resta però nel progetto della Stefano Boeri Architetti, che ha pensato a piante ed alberi su tutti gli edifici. In totale Liuzhou Forest City [VIDEO] ospiterà più di 40.000 alberi ed 1 milione di piante d'ogni dimensione e destinazione d'uso di oltre 100 specie.

I benefici oltre all'assorbimento del CO2 e delle 57 tonnellate di polveri sottili, sarà quello di creare una barriera contro il suono e ridurre la temperatura media innalzando al contempo la biodiversità. Questo porterà sollievo alle molte specie di piccoli animali, insetti e volati presenti nella regione.

Da non dimenticare è anche un altro progetto, quello della ONG statunitense Conservation International che in Brasile mira ha piantare nei prossimi 6 anni più di 73 milioni di alberi, in quella che verrà considerata la più vasta campagna di riforestazione tropicale della storia.