Una donna di Milano ha compiuto un gesto di grande valore ambientale e affettivo, restituendo al Comune di Cabras circa quaranta chili di sabbia di quarzo prelevata dalla celebre spiaggia di Is Arutas, nell'Oristanese, durante una vacanza negli anni Settanta. L'iniziativa, avvenuta il 10 luglio 2026, ha esaudito l'ultimo desiderio della madre, Valeria, che per decenni aveva custodito e utilizzato quella sabbia per abbellire il suo giardino zen. Silvia Ferrari, accompagnata dal marito Eros Cattaneo, ha riportato i preziosi granelli al loro luogo d'origine, alla presenza del direttore dell'Area Marina, Massimo Marras.

Silvia Ferrari ha ripercorso i ricordi di quella vacanza giovanile, quando, all'età di circa quindici anni, scoprì Is Arutas con i suoi genitori durante un viaggio in roulotte. La famiglia rimase estasiata dalla bellezza del litorale e decise di portare via della sabbia, un gesto all'epoca sottovalutato nella sua gravità. Solo in seguito, la madre Valeria prese coscienza che il prelievo di sabbia è severamente vietato dalla legge e costituisce un danno significativo per l'ecosistema costiero. Questa consapevolezza la portò a esprimere più volte alla figlia il desiderio di restituire ciò che era stato indebitamente sottratto, un desiderio che è diventato il suo ultimo volere.

Un esempio di coscienza ambientale

L'assessore comunale all'Ambiente di Cabras, Carlo Carta, ha accolto con gratitudine il gesto di Silvia Ferrari, sottolineando il suo profondo significato. Carta ha dichiarato che "restituire la sabbia, anche a distanza di anni e con un atto di coraggio, significa riconoscere che il patrimonio naturale appartiene a tutti e che ciascuno di noi ha la responsabilità di proteggerlo". Ha inoltre evidenziato come episodi simili di restituzione si siano verificati negli ultimi anni, rappresentando un segnale importante della crescente coscienza ambientale collettiva e della maggiore sensibilità verso la salvaguardia dei litorali sardi.

La tutela delle spiagge sarde: un impegno costante

Il prelievo di sabbia dalle spiagge sarde, in particolare da siti di inestimabile valore come Is Arutas, è un'azione proibita dalla legge, mirata a preservare l'integrità dell'ecosistema costiero. Nonostante i divieti, si registrano purtroppo ancora episodi di sottrazione. Un caso recente ha visto protagonista una turista tedesca che ha tentato di spedire circa mezzo chilo di sabbia di quarzo dalla stessa spiaggia verso la Germania. L'intervento tempestivo di una dipendente delle Poste ha permesso di intercettare il plico e di recuperare la sabbia, che è stata poi riconsegnata al suo ambiente naturale. Questi episodi rafforzano l'importanza di una vigilanza costante e della sensibilizzazione pubblica per la tutela del patrimonio naturale e la salvaguardia delle uniche e fragili spiagge della Sardegna.