La giunta regionale della Campania ha approvato il 30 giugno 2026 una delibera che ingloba oltre 2.000 ettari del territorio comunale di Monteverde, pari al 54% dell'intera superficie, nella Zona di Protezione Speciale (ZPS). Questa misura, adottata senza consultare direttamente la popolazione locale, ha suscitato forti proteste da parte del comune, che conta 659 abitanti in provincia di Avellino.

L'amministrazione locale ha evidenziato come i vincoli imposti dalla ZPS comportino procedure complesse e spesso onerose anche per interventi ordinari di gestione del territorio.

Tra questi rientrano la sistemazione delle strade comunali, la pulizia delle cunette, la manutenzione del sottobosco, il taglio della vegetazione e l'installazione di impianti fotovoltaici a servizio delle abitazioni. Tonino Vella, sindaco di Monteverde, ha convocato un consiglio comunale aperto ai cittadini e ha richiesto l'accesso agli atti e un incontro urgente con la Regione Campania. Vella ha sottolineato: "La tutela dell'ambiente è un valore sul quale Monteverde ha investito molto: una ZPS, se nasce dal dialogo con il territorio ed è accompagnata da strumenti concreti di valorizzazione, può rappresentare un'opportunità. Ma senza il coinvolgimento della comunità locale, rischia di trasformarsi in un grave ostacolo alla vita quotidiana dei cittadini e per le prospettive di sviluppo del paese".

Il sindaco ha inoltre ricordato che quasi 700 ettari della parte di maggior pregio ambientale del territorio comunale sono già tutelati dagli strumenti urbanistici vigenti, come il Piano Urbanistico comunale, affermando che "le aree interne hanno bisogno di investimenti, infrastrutture e opportunità, non di ulteriori ostacoli amministrativi".

La delibera regionale: contesto e aree coinvolte

La decisione regionale si inserisce nell'approvazione di quattro nuove Zone di Protezione Speciale all'interno della Rete Natura 2000, che complessivamente interessano oltre 7.000 ettari. Oltre a Monteverde, le altre aree coinvolte sono Castel Volturno-Cancello Arnone, Mondragone, Monte Origlio e Bosco Cuccari.

Il provvedimento si basa su monitoraggi scientifici avviati nel 2020 e mira a rafforzare la tutela della biodiversità e delle specie protette, in conformità con le direttive europee "Uccelli" e "Habitat".

Obiettivi delle Zone di Protezione Speciale e implicazioni

Le Zone di Protezione Speciale sono strumenti previsti dalla normativa europea per garantire la conservazione degli habitat naturali e delle specie di interesse comunitario. L'inclusione di ampie porzioni di territorio comunale in una ZPS comporta l'applicazione di regolamenti specifici e procedure autorizzative per numerose attività, con l'obiettivo di promuovere uno sviluppo sostenibile e la salvaguardia ambientale. Le rappresentanti regionali hanno evidenziato l'importanza di questa misura per la protezione dell'ambiente e la valorizzazione dei territori interessati.