Perché vendere una società in mano alla propria famiglia da quasi 60 anni? Non di certo per soldi, se sei uno degli uomini più ricchi d'Italia. Lo spiega bene Massimo Moratti in un'intervista esclusiva pubblicata questa mattina dalla Gazzetta dello Sport, in cui di fatto compie l'atto decisivo del passaggio dell'Inter nelle mani di Erick Thohir.

Molti pensano che il motivo sia legato al vil denaro, visti i debiti che l'Inter ha accumulato in tutti questi anni.

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Ed invece non è così. Spiega Moratti che il debito si è ridotto ed è al livello di quello di tutti gli altri grandi club d'Italia e d'Europa. È ben strutturato e, se fosse quello il problema, lui con le sue sole forze ce la farebbe a coprirlo.

Il problema reale è il fatturato. Dai tempi del Triplete infatti l'Inter non realizza un fatturato importante. Per ridurre il debito ha dovuto ridurre anche gli stipendi e tagliare i costi, ma se a questo corrisponde un calo degli incassi, siamo al punto di partenza.

Per questo, nonostante l'offerta dell'ex presidente Pellegrini di acquistare l'Inter insieme ad un gruppo di imprenditori italiani sia allettante, Moratti è costretto a rifiutare perché soltanto un dirigente con uno sguardo al mercato internazionale, come può averlo un magnate asiatico, può risollevare le sorti del bilancio. L'Inter ha bisogno di rilanciare il suo marchio e di raggiungere più capillarmente i mercati più lontani come quello asiatico, arabo o americano. Se rimanesse una realtà esclusivamente italiana non cambierebbe nulla, dunque meglio internazionalizzarsi.

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Moratti paragona l'Inter ad una sua figlia. Le si vuol bene quanto si vuole, ma prima o poi bisogna mandarla in collegio per imparare disciplina ed educazione, in modo che possa camminare da sola. Ed il passaggio ad un socio di maggioranza abituato a fare affari con tutto il mondo ti dà quella visione ampia e ti costringe a cambiare indirizzo e abitudini manageriali che non si possono ottenere rimanendo in Italia. "L'Inter non è una mia questione personale" conclude il patron nerazzurro. Ma lo è per i tifosi. Chi avrà avuto ragione lo dirà solo il tempo.