Fuochi d'artificio sia in campo, sia in sala stampa a Doha, per la finale di Supercoppa Italiana Tim.

Per la cronaca, il Napoli ha battuto la Juventus in una gara esaltante, conclusasi dopo 9 serie di calci di rigore. De Laurentiis ha sollevato la Supercoppa assieme al capitano Marek Hamsik e poi, sceso negli spogliatoi, ha cominciato un suo personalissimo show. Ai microfoni di Rai Sport, intervistato da Enrico Varriale per il nuovo Processo del Lunedì, il presidente del Napoli ha, innanzitutto, confermato l'arrivo di Gabbiadini a gennaio, per rafforzare il reparto d'attacco privo degli infortunati Insigne e Michu.

Sul futuro dell'allenatore Rafa Benítez, poi, De Laurentiis ha sfoggiato due dei suoi migliori inglesismi, affermando che Napoli e la sua squadra sono una realtà da amare.

Al tecnico, ancor più "Re di Coppe" dopo la vittoria di stasera, il presidente ha detto che, se Benitez ama Napoli, allora è "welcome". Altrimenti vada altrove, dove c'è la nebbia, tradotta anche per i non italiani, con un eloquentissimo "fog".

Fino a pochi minuti prima dell'intervista a De Laurentiis, nello studio di Varriale c'era in collegamento il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. Naturale, da parte del conduttore, domandare al presidente se questa vittoria potesse servire a migliorare i rapporti fra la Società Calcio Napoli e il Comune, sulla questione legata allo Stadio San Paolo. Felice di poter dire la propria e forte di un altro trofeo in bacheca, De Laurentiis ha tuonato contro De Magistris, chiedendogli di essere più manager e meno politico. Il presidente, inoltre, ha sottolineato che, a suo parere, l'Italia è stanca di insegnare ai politici come fare le cose.

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Al "signor De Magistris", De Laurentiis ha, infine, chiesto di non perdere tempo a "sparare cavolate" sulla campagna acquisti del Napoli, invece di occuparsi di problemi concreti, come uno Stadio San Paolo consegnato alla S.S.C. Napoli solo tre ore prima di ogni match interno, pieno di falle e di problemi.

Le dichiarazioni di De Laurentiis rappresentano un'ulteriore presa di posizione, in un braccio di ferro che dura da oltre un anno, sulla gestione del San Paolo di Fuorigrotta e sulla costruzione di un eventuale altro stadio di proprietà del Napoli. Sicuramente la vittoria della Supercoppa è servita a ridare morale alla squadra e a regalare una serata di festa ai napoletani, riversatisi in strada immediatamente dopo il calcio di rigore che Rafael ha parato a Padoin. Ma il trofeo non è stato altrettanto utile a determinare passi in avanti, verso una soluzione che permetta agli azzurri di giocare in un impianto più moderno, in linea con gli standard europei.