Fiorentina-Juventus non è mai una partita qualunque, è la sfida che tutta la città di Firenze aspetta per un anno, è la sfida che il presidente Della Valle vuole vincere a tutti i costi, è la sfida che la squadra di Montella poteva anzi doveva giocarsi meglio. Naturalmente uno 0-0 contro la padrona indiscussa del campionato italiano è un risultato che la viola si tiene più che stretto, data anche la situazione in classifica che prima di questa sfida la vedeva con soli 19 punti, un risultato decisamente al di sotto delle aspettative di inizio stagione se si considerano gli enormi sacrifici fatti durante l'estate per trattenere tutti i gioielli della casa, Cuadrado in primis.

Tuttavia la Fiorentina aveva un vantaggio non indifferente poichè non solo doveva giocarsi la partita della vita ma sfidava una Juventus che solamente in parte ha voluto pensare a questa sfida. Nonostante ciò i padroni di casa fin dai primi minuti non sembravano aver approcciato nella maniera giusta la partita, causa anche un pressing asfissiante degli avversari che però dopo 10 minuti si è andato velocemente ad azzerare. Successivamente la sfida si e spostata a centrocampo dove i numerosi passaggi errati dei bianconeri hanno fatto da protagonista fino al novantesimo, aiutando di fatto la Fiorentina a dettare il proprio ritmo (molto lento) e a cercare qualche conclusione pericolosa dalla distanza con Cuadrado. Il colombiano, schierato in attacco, non ha giocato la sua migliore partita sprecando anche due ripartenze insidiose per la retroguardia torinese; comunque per lui una partita di sacrificio nel continuare a non dare punti di riferimento, nel fare sponde per Gomez (assurdo) e nell'impostare l'azione al posto di un Pizarro irriconoscibile e di un Borja Valero troppo defilato per far male.

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Gomez non lo aiuta di certo poiché i suoi movimenti sono di una lentezza esasperante tanto che si pensa di farlo testimone della moviola in campo, inoltre si divora una palla golosissima a tu per tu con Buffon facendosi recuperare da un'immenso Bonucci.

Per quanto riguarda la squadra di Allegri questa non è sembrata di certo la partita della vita. Da notare solo il primo quarto d'ora dove tutti pressavano come non si vedeva dalla prima stagione di Conte, poi il buio più totale come non si vedeva dalla prima ed unica stagione di Gigi Del Neri. Troppi palloni persi nello stretto in attacco e nei disimpegni in difesa, soprattutto ad opera di un Pirlo che ha messo più disordine che ordine rischiando anche di far segnare gli avversari in contropiede. Gli unici a salvarsi sono un monumentale Leonardo Bonucci ed il giovane Kingsley Coman. Il primo si porta a casa uno zero negli errori commessi in copertura, in marcatura e nell'impostazione del gioco. Il secondo sfrutta al massimo tutte le opportunità che gli capitano tra i piedi sfoderando così tutta la sua tecnica e la sua velocità.

Ha superato Giovinco nella graduatoria degli attaccanti non per caso, rendendo così il piccolo Seb utile solo per gli abbracci con Llorente dopo i suoi gol.

La partita nel complesso è risultata noiosa e brutta sia dal punto di vista atletico che tecnico e poteva essere vinta da entrambe le squadre se solo ci avessero messo un po' più di grinta agonistica, segno che poi tutta questa rivalità è solo una cornice che giova a tifosi e presidenti.