Nel 1960 Bruno Martino cantava “Odio l’estate”. I sentimenti del Mancio non devono essere così differenti se andiamo ad analizzare quelle che sono le prestazioni dei nerazzuri nella preseason e le paturnie del tecnico di Jesi per un mercato confusionario che stenta a decollare nonostante il campionato alle porte.

 

Le complicazioni del calciomercato

Sembrava partita a spron battuto la sessione estiva del calciomecato interista: Murillo (bloccato già a gennaio) Miranda, Montoya e soprattutto Kondogbia strappato a suon di quattrini ai cugini milanisti. Ausilio era riuscito ad applicare la formidabile formula dei "pagherò" per tutti gli acquisti scommettendo su una grande stagione e sulle capacità e sul carisma di Mancini.

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Il primo stallo si era intravisto già nella trattativa Jovetic. Poi grazie alla cessione di Shaqiri allo Stoke City si era sbloccata la situazione.

Ecco, proprio lo svizzero è l’emblema della confusione manciniana. Preteso a gennaio (come Santon del resto) e messo in naftalina già nella passata stagione, salvo volersi poi liberare di quel costoso giocattolo come fa un bambino che non si diverte più ad usarlo. Peccato che l’investimento non era paragonabile a quello di un Pokemon.

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Adesso l’impasse si è spostato su un altro desiderio del tecnico, il buon Perisic, giocatore senza dubbio apprezzabile ma sicuramente non un fenomeno venuto da un altro pianeta. Nel frattempo pare che anche Montoya abbia deluso le aspettative (nel breve volgere di qualche amichevole) ed è stato sostituito nei cervellotici ragionamenti del Mancio da Danilo D’ambrosio che solo qualche settimana fa era stato invitato a cercarsi un’altra squadra. Due righe a parte merita la querelle Kovacic.

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Inter Champions League

Provato in 3 posizioni diverse nel precampionato (regista davanti alla difesa, interno di centrocampo e trequartista) e poi ceduto difronte alla proposta in stile padrino al Real Madrid

La confusione tattica

Ecco, proprio Kovacic è l’emblema di come Mancini ancora non ha chiaro in testa il modulo da utilizzare nella stagione che sta per partire. Partito con il 4-2-3-1 è passato prima al 4-3-1-2, salvo provare addirittura una difesa a 3. Adesso pretende Perisic per mettere in campo un 4-3-3.

Piccolo particolare non insignificante: Jovetic non è un esterno e non può esserlo come non può essere considerato un vice Icardi. Icardi appunto, il bomber innamorato sembra essere quello che risente di più di questo tourbillon di tattiche.

Risultato: tanti goal subiti, amnesie difensive costanti, poche occasioni create e di goal realizzati nemmeno a parlarne. Le premesse per la nuova stagione non sembrano essere delle migliori ed i tifosi nerazzuri cominciano a perdere le staffe.

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Non perdonano nulla al tecnico e se la prendono con la società che a loro modo di vedere sbaglia nel seguire pedissequamente i “picci” del tecnico di Jesi. Mancini in 6 mesi è riuscito a bruciare l’entusiasmo del suo ritorno e la credibilità dei suoi successi precedenti. Sta a lui invertire rapidamente la rotta e portare la nave in acque sicure.

L’Inter non può permettersi di sbagliare stagione sia dal punto di vista sportivo (un’altra stagione senza coppe europee sarebbe un dramma per il club del triplete) sia prettamente economico (con tutti i "pagherò" previsti per la prossima stagione senza gli introiti della Champions si rischia un tracollo finanziario). Staremo a vedere come andrà a finire.

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