Un Luciano Spalletti così sicuro di sé non si era mai visto ad Appiano. Per la prima volta l’allenatore dell’Inter getta la maschera ed esprime fiducia sul percorso della squadra, forte anche del punteggio da record e dall’assenza di sconfitte nel cammino fatto fin’ora. Il mister esordisce con i complimenti a Stefano Vecchi per i risultati della primavera, qualificatasi al turno successivo della Youth League. Subito dopo, nel presentare la partita di Cagliari, ammette che ultimamente la squadra ha dimostrato di saper raggiungere i propri obiettivi: “Non ci mancano i ferri giusti del mestiere per rimanere incollati alle più forti – sottolinea ai giornalisti – sarà una competizione senza tregua, perché, come visto dalla gara contro la Sampdoria, non possiamo mai rimanere tranquilli”.

Cresce la competizione con le rivali

Per Spalletti adesso l’Inter sa dove portare la partita e riesce a scegliere i momenti giusti in cui colpire. Non si vedono più le difficoltà iniziali, quando il mister aveva dovuto lavorare sulla mentalità di un gruppo poco conscio delle proprie qualità tecniche. Ora i nerazzurri sono protagonisti di una classifica che resta però comunque cortissima. Il tecnico snocciola le sue statistiche: andando indietro nel tempo si nota come la quota delle prime sia diventata molto alta. Basti pensare che la quinta negli ultimi sei anni aveva al massimo 25 punti, invece in questa stagione, considerando i recuperi, probabilmente sarà oltre i 30. “I giocatori sanno che devono essere costanti per poter raggiungere la Champions – aggiunge l’allenatore – bisogna tenere un passo da squadra forte, con la giusta mentalità”.

Niente passi falsi

Per riuscire a non perdere il ritmo è fondamentale non compiere passi falsi: “A chi mi fa i complimenti perché non abbiamo mai perso, io rispondo chiedendomi come mai invece non siamo riusciti a vincere tutte le gare” chiarisce Spalletti, per il quale c’è ancora da migliorare. Il calcolo del mister è semplice: basta una sconfitta inattesa ed è facile ritrovarsi quinti in un campionato così competitivo in cui chi non riesce a seguire certi ritmi è fuori.

Quindi assume valore la trasferta di Cagliari, che con Diego López sembra aver trovato una guida capace di portare il gruppo a raggiungere facilmente gli obiettivi prefissati. “Si tratta di una formazione che gioca bene a calcio, ha ripartenze brucianti, con due attaccanti vicini che vanno stimolati velocemente – spiega il tecnico nerazzurro – dobbiamo essere nella condizione giusta per rimontarli quando hanno palla”.

In particolare sarà importante sviluppare bene i primi minuti in campo per condizionare l’atteggiamento, timoroso oppure veemente, con cui l’avversario verrà fuori.

Il valore dei nerazzurri

Infine qualche parola sui giocatori dell’Inter, professionisti che hanno dimostrato fin da subito di voler fare sul serio. Spalletti non ha dubbi: “I ragazzi mi stanno mettendo in difficoltà, ce ne sono diversi pronti a sostituire quelli che hanno giocato più spesso, tuttavia preferisco prendermi tutto il tempo possibile per non sbagliare”. Inoltre arriva dal tecnico di Certaldo un rimprovero ai giornalisti, accusati di dare più rilevanza al prezzo di mercato di certi acquisti piuttosto che al loro effettivo valore: a riguardo fa l‘esempio di Vecino, per cui molti avevano scritto di una clausola rescissoria troppo alta pagata dai nerazzurri, ma che adesso si sta facendo valere sul campo.

Però il mister è sicuro che anche altri, come Dalbert una volta utilizzati dimostreranno le loro qualità. A questo proposito il tecnico difende la professionalità di Joao Mario e dice di non essere preoccupato dalle voci di mercato relative ad un interessamento del Real Madrid per Icardi: “Mauro è davvero attaccato a società, tifosi, città e compagni, fosse per lui rimarrebbe nerazzurro in eterno”.