Dalla partita con il Cagliari, la Juventus ha ottenuto il massimo risultato con il minimo sforzo. I bianconeri hanno infatti sofferto per gran parte dell'incontro l'imprevista cattiveria del Cagliari che, a un certo punto, ha anche rischiato di portare a casa i tre punti.

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Merito di uno Szczesny in forma strepitosa e di un lampo del brasiliano Douglas Costa se la squadra di Massimiliano Allegri può continuare la sua rincorsa al Napoli capolista, ieri vittorioso per 2-0 contro l'Hellas Verona. Ancora una volta, però, come nel derby con il Torino, a fare notizia sono gli errori arbitrali e lo scorretto uso della var.

Il primo tempo

Juventus che inizia all'arrembaggio sfiorando il vantaggio in un paio di occasioni; prima la traversa dice di no a Dybala e poi il palo nega la gioia del gol a Federico Bernardeschi.

I calciatori della Juventus impegnati a festeggiare il gol decisivo di Bernardeschi, 23 anni
I calciatori della Juventus impegnati a festeggiare il gol decisivo di Bernardeschi, 23 anni

Da qui, il Cagliari cambia completamente atteggiamento, iniziando anche ad usare le maniere forti. Calvarese, molto male ieri sera, quasi si lascia sfuggire di mano la gara, chiudendo in diverse occasioni un'occhio sui falli della squadra allenata da Diego Lopez. I rossoblu riescono a farsi pericolosi attorno alla metà del primo tempo con un colpo di testa di Pavoletti, ma Szczesny è bravissimo a respingere fuori dalla sua porta. La Juve soffre, il Cagliari non molla e si dimostra avversario tenace e rognoso.

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Poco prima della fine del primo tempo, i rossoblu si fanno ancora pericolosi dalle parti del portiere polacco, bravissimo a deviare sul palo una conclusione ravvicinata del brasiliano Farias. La prima frazione si chiude qui, con un Allegri imbestialito per l'atteggiamento messo in campo dai suoi uomini.

La ripresa

Nel secondo tempo il copione è lo stesso: Juve che fa fatica a costruire gioco e Cagliari aggressivo ad azzannare le caviglie dei bianconeri (per l'occasione in giallo).

Dopo una decina di minuti si fa male Dybala (si teme uno stop di almeno un mese per lui) e il tecnico livornese decide di far entrare l'ex Bayern Monaco Douglas Costa. È la mossa che spacca la partita. Da subito il brasiliano mette in apprensione la difesa degli isolani finché, dopo un presunto fallo di Benatia su Pavoletti (dove, in realtà, l'arbitro lascia correre per il vantaggio e il Cagliari regala palla alla Juve), si invola sulla fascia, supera l'ex Padoin e serve al centro un cross basso che Bernardeschi deve solo spingere in rete.

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È il vantaggio. Furenti le proteste dei giocatori di casa, ma, giustamente, l'arbitro convalida il gol. Pochi minuti dopo il Cagliari, alla ricerca del pareggio, protesta per un presunto tocco di mano proprio dell'autore dell'1-0. Sarebbe rigore e secondo giallo per l'ex Fiorentina, ma Calvarese decide di non assegnare la massima punizione, tra le proteste dei giocatori. La partita, sostanzialmente, termina qui, con la Juventus che non sfrutta qualche occasione in ripartenza e il Cagliari che non si fa quasi più sentire dalle parti del numero 23 bianconero.

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Le polemiche nel dopo-gara

A fine partita, ovviamente, il presidente del Cagliari Giulini è furente. Ai microfoni delle varie emittenti televisive, però, si lascia sfuggire qualche parola di troppo. Parla di un Cagliari danneggiato contro le big (Roma e Juve) e di un campionato falsato, facendo anche riferimento al mancato rigore per il Crotone nella sfida con il Napoli. Il suo allenatore, Diego Lopez, conferma. Dalla parte bianconera, invece, Allegri preferisce non parlare di arbitri, asserendo di essersi lamentato del var molti mesi prima della partita di ieri, quando tutti gli davano contro. Ora, invece, i continui episodi delle ultime giornate, sembrerebbero dare ragione al tecnico livornese. Ma è davvero così sbagliato fare uso della tecnologia in campo ? E perché ci si lamenta del var solo quando gli episodi danneggiano la propria squadra? Come al solito, comunque, polemiche simili vengono fatte solo quando l'avversario di turno è la Juventus o una squadra con "più potere".

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