Da sempre lo sport più seguito sia da donne che da uomini è il calcio. Alcuni si limitano a tifare la squadra del cuore seduti sul divano davanti alla televisione mentre altri si recano direttamente allo Stadio. Come tutti gli altri sport il calcio ha i suoi seguaci, ma allo stesso tempo è criticato da coloro che non ci trovano nulla di divertente nel rincorrere un pallone per metterlo in rete. Per gli amanti del calcio il tutto suscita delle emozioni indescrivibili, soprattutto per i calciatori. Quest'ultimi fin da piccoli sognano di diventare dei fuoriclasse e, per realizzare il loro sogno, sono disposti a fare delle rinunce e tanti sacrifici.

Gli allenamenti giornalieri, per esempio, non permettono ai giovani talenti di dedicare del tempo alla famiglia, agli amici e alla propria formazione culturale. In alcuni casi lo studio viene messo da parte, ma in altri va di pari passo con la carriera calcistica. Il difensore della Juventus Giorgio Chiellini, per esempio, abbatte il mito del calciatore dedito totalmente al pallone, dato che si è laureato in Business Adminstration con il massimo dei voti. Nonostante abbia avuto poco tempo da dedicare allo studio, non ha voluto trascurarlo. La sua tenacia e il suo impegno non fanno altro che ispirare positivamente coloro che decidono di intraprendere il suo stile di vita. Tra questi spicca Filippo Casagrande, l'attuale centrocampista dell'Union Arzignianochiampo.

Una vita tra cultura e calcio

Il veneto è noto al mondo per aver fatto da sfondo alle avventure sentimentali di Giacomo Girolamo Casanova, per custodire le cronache del viaggio di Marco Polo e per avere avuto il monopolio del commercio con l'Oriente negli ultimi anni del Medioevo. Ma il suo motivo di vanto nei giorni odierni è anche quello di avere dei giovani talenti che regalano tante emozioni dilettandosi con il pallone.

Tra questi c'è Filippo, nato nella provincia di Padova il 5 gennaio 1992. Dopo essersi diplomato presso un istituto di telecomunicazioni ed elettronica, ha dedicato anima e corpo alla carriera calcistica. Ha indossato la maglia di varie squadre e ciò gli ha permesso di disputare ben 174 partite. Nonostante dedichi tanto tempo alla sua passione, vuole laurearsi perché crede che un titolo di studio può far intravvedere un futuro più sicuro da un punto di vista economico.

Il dramma di Astori

Nei giorni passati è venuto a mancare Davide Astori. Il dottore campano Giuseppe De Martino ha spiegato che una persona sana e giovane non può subire un rallentamento del cuore fino ad arrivare la morte. Secondo il suo parere medico la causa potrebbe essere stata una fibrillazione ventricolare. A prescindere da come sia morto, per i suoi fans è tutt'ora un momento di lutto, ma nei loro cuori sarà sempre vivo il ricordo di un calciatore che ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà un esempio di vita da seguire. Astori e Chiellini rappresentano due esempi diversi ma ugualmente d'ispirazione per chiunque al giorno d'oggi desideri diventare calciatore senza dimenticare i valori della vita e della cultura. A tutti i livelli e latitudini.