E' stato uno dei più forti difensori centrali del calcio italiano. Cresciuto nella Lazio si è consacrato nel Milan, raggiungendo l'apice della sua carriera nel 2006 con la vittoria del Mondiale in Germania. Lui è Alessandro Nesta, da qualche anno fuori dai radar del calcio del conta, essendo emigrato prima come giocatore e poi come allenatore in Canada e quindi negli Stati Uniti. Ma adesso è tornato in Italia, ricomincia dalla B, dalla panchina del Perugia. Lunedì ha diretto il primo allenamento da mister dei biancorossi, dopo l'esonero di Roberto Breda che aveva fin qui conquistato i playoff.

A ufficializzare l'ingaggio del campione del mondo 2006 una nota diramata dalla stessa società del presidente, Massimiliano Santopadre. Nesta debutterà in panchina venerdì a Empoli, per poi tentare l'assalto alla Serie A ai play off.

Dall'America a Perugia sognando la Serie A

Nesta ha iniziato a studiare da mister già ai tempi del Canada, quando era entrato a far parte dello staff tecnico del Montreal Impact, poi ha trovato la sua prima panchina da allenatore vero in America, mettendosi alla guida del Miami FC, partecipante alla North American Soccer League, la Serie B statunitense. Roba non certo del calibro del suo nome, ma forse giusta per iniziare a fare esperienza. Che adesso dovrà mettere a disposizione della nuova avventura iniziata oggi e che lo vedrà impegnato, assieme ai suoi giocatori, nei playoff per cercare un posto nel calcio che conta davvero: la Serie A.

L'arrivo di Nesta in Umbria, alla guida del Grifo, è chiaramente legata al sogno di conquistare la Serie A. Il suo contratto scadrà il prossimo 30 giugno, è chiaro che se dovesse conquistare la storica promozione anche il prossimo anno sarà l'allenatore del Perugia, in caso contrario saranno fatte le dovute considerazioni e valutazioni.

Perché Nesta a 90' dalla fine?

E' la domanda più ricorrente in questi giorni nei bar della città umbra e tra i tifosi biancorossi. Risposte ufficiali, ovviamente, non ce ne sono, ma solo tante supposizioni. Ma al di là delle chiacchiere, di certo c'è il legame di grande amicizia che da tempo lega Nesta al presidente Santopadre e questo potrebbe aver influito molto, se non tutto, nella scelta del nuovo tecnico.

Ma questo non giustifica il cambio a 90 minuti dalla fine della stagione regolare. Breda, malgrado qualche alto e basso, aveva centrato l'obiettivo play off che non era certo scontato e nulla lasciava presagire un esonero a questo punto della stagione. Qualcuno sostiene che Breda abbia pagato le ultime prestazioni non proprio brillanti, suggerendo così al presidente di cambiare per dare uno scossone all'ambiente biancorosso. Ma è una teoria che non regge molto e chi mastica calcio lo sa bene. Dietro a questa decisione c'è sicuramente dell'altro che non è dato sapere. Ma a questo punto poco conta, adesso fari puntati su Nesta che è chiamato all'impresa. In suo aiuto uno staff esperto e competente, si avvarrà della collaborazione infatti del preparatore atletico Mirco Spedicato e del vice allenatore Lorenzo Rubinacci, che in passato ha già guidato la Primavera del Perugia ed è stato vice di Serse Cosmi ai tempi del Pescara e del Trapani.

Gli eredi del calciatore

Qualche mese fa Nesta, sollecitato a fare dei nomi sui suoi possibili eredi, aveva indicato tre giovani difensori: Rugani, Caldara e Romagnoli, sostenendo che col tempo sarebbero davvero potuti crescere molto e raggiungere livelli top, come lo era lui quando calcava il prato di San Siro.

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