Cristiano Ronaldo è insieme a Messi il giocatore che più degli altri ha i riflettori puntati. Tutto ciò che gli accade in campo e fuori è materia preferita delle cronache. L'attaccante ha raccontato le sue passioni, la pressione e le indiscrezioni che da sempre lo accompagnano, nell'intervista rilasciata a "El Pais".

Sulla famiglia e gli amici

CR7 ha sottolineato che il suo status non è facile da mantenere perché sente la pressione di dover sempre fare quello che gli altri si aspettano. Anche la famiglia è da sprone per migliorarsi, ma in alcuni momenti scatta un certo fastidio ed allora il giocatore vuole ritrovare un momento di tranquillità.

Nella carriera da calciatore e in quella di imprenditore trova consigli in un team formato dalla sua famiglia e dagli amici più cari. Per quanto riguarda l'imprenditoria il penta Pallone d'oro ha impiantato una clinica tricologica a Madrid, anche se lui attualmente non ha problemi di capelli, ma in estetica è necessario stare un passo avanti.

La sua missione

Il calcio è la prima passione per il bianconero, anzi lo vede come una missione: "Andare sul campo, vincere, migliorarmi". Oggi che l'intervistato ha 34 anni sente più pressioni perché vuole contraddire e sorprendere coloro che lo vedono ormai prossimo al ritiro. Le persone pensano che il giocatore avendo a disposizione un immenso patrimonio non possa avere, come tutti gli umani, preoccupazioni e momenti di tristezza.

I suoi detrattori poi non vedono l'ora che sbagli un rigore o faccia brutta figura in un match clou, ma lui è forte e preparato e le critiche se le lascia scivolare addosso. Da sempre nella vita Cristiano ha sentito il peso delle responsabilità e a tal proposito ricorda quando a 23 anni era in forza al Manchester United ed ha vinto il primo Pallone d'oro.

Nella sua testa è scattato un meccanismo per cui avrebbe dovuto dimostrare con il rendimento di esserne degno. Anche il passaggio al Real Madrid è stato fonte di apprensioni perché in quel momento era il calciatore più costoso della storia, ma grazie alla sua etica del lavoro e l'umiltà è riuscito a superarli anno dopo anno.

Cambiando squadra l'ex Real si pone a servizio di questa e sa accettare i consigli del nuovo allenatore ed è quello che è accaduto nel club di Andrea Agnelli: "Alla Juve mi sono adattato perfettamente. Hanno visto che non sono un vendifumo". I cinque Palloni d'oro e le cinque Champions vinte nell'arco della carriera sono frutto del duro e costante lavoro quotidiano. Madrid è la città dove sono nati i suoi figli e alla quale è rimasto molto legato, tanto che vi ha realizzato la sua clinica per capelli, in modo da restituire in parte ciò che lui ha ricevuto. Spesso quando torna nella capitale spagnola si sente dire dalla gente che è sempre casa sua. A Barcellona invece sente tanta ostilità, ma ciò dipende dalla rivalità esistente tra i due club.