Meno di un mese fa Il Giorno lo aveva intervistato. Alberto Rivolta, ex difensore dell'Inter negli anni '80, aveva raccontato il dramma e la sua lunghissima battaglia condotta da oltre 25 anni contro una rara forma di tumore al sistema nervoso. Le sue condizioni cliniche erano ormai peggiorate da tempo, Alberto viveva in una struttura sanitaria a Monza ormai completamente paralizzato. Il fisico deteriorato dalla malattia, ma non il suo spirito da combattente: 'Non posso guarire, ma voglio sopravvivere', aveva dichiarato ai cronisti.

Purtroppo Rivolta ha perso alla fine la sua battaglia, l'ex calciatore si è spento nell'Hospice monzese che da qualche tempo era diventato la sua casa. A rendere nota la notizia è stata proprio l'Inter con una nota ufficiale. Il club meneghino ha sottolineato il coraggio dell'ex calciatore nell'affrontare la malattia ed esprime solidarietà e vicinanza ai suoi familiari. Aveva soltanto 51 anni.

La carriera all'Inter

Nativo di Lissone, classe 1967, Alberto era arrivato al settore giovanile interista nel 1980 quando aveva 13 anni.

Una lunga trafila fino alla prima squadra, il debutto arriva con Ilario Castagner nella stagione 1985/86 in una partita di Coppa Uefa contro la formazione austriaca del Linzer Ask, dove entra all'inizio della ripresa in sostituzione di Riccardo Ferri infortunato. Nella stagione suddetta giocherà anche un altro match europeo, contro il Legia Varsavia in un'Inter piuttosto 'verde' causa i tanti infortuni tra i giocatori titolari.

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Nel mese di dicembre debutterà anche in campionato in una gara contro il Como. Sono certamente due i ricordi indelebili che lo hanno legato alla sua militanza in nerazzurro a livello di prima squadra: una partita contro la Juventus nel campionato 1987/88 che lo vede tra i migliori in campo e poi la magica stagione per tutto il popolo nerazzurro datata 1988/89. L'Inter di Giovanni Trapattoni stravince lo scudetto polverizzando record su record, lui ha la soddisfazione di collezionare almeno una presenza giocando la penultima giornata di campionato in casa del Torino. In mezzo alle stagioni citate anche due prestiti che non lasciano il segno, prima al Parma e poi al Cosenza.

La lunga malattia

I primi sintomi di una rara forma tumorale definita ependimoma midollare iniziano a palesarsi quando è ancora in attività. Rivolta soffre spesso di problemi alla schiena, gioca in serie C nel 1994 quando il male gli viene diagnosticato ed interrompe la sua carriera quando aveva meno di 30 anni. Viene operato al San Gerardo, l'intervento riesce perfettamente e gli evita la paralisi.

Due anni dopo, però, deve fare i conti con la recidiva: per lui un'altra operazione alla quale seguono giorni di fisioterapia e radioterapia. Alberto ha un carattere di ferro e non si arrende: "Non ero più un calciatore - ha raccontato ai giornalisti nella sua ultima intervista - ma almeno potevo stare in piedi e camminare". Nel 2006 il peggioramento ed il lungo tunnel che lo condurrà all'immobilità: gli vengono diagnosticate tantissime lesioni a livello lombare per il ripresentarsi della patologia.

Una malattia di tipo degenerativo i cui effetti, per molti versi, hanno tratti in comune con la Sla. Dal 2013 Rivolta era completamente paralizzato e stava perdendo gradualmente tutti i sensi: prima un occhio, poi l'udito. Lui continuava a sottoporsi alla radioterapia e per contenere il dolore assumeva forti dosi di morfina. Alla fine il suo fisico devastato non ha più retto al tremendo male che lo ha colpito quando era ancora giovane.

Non ha lasciato il segno con l'Inter, ma per lui era una seconda famiglia ed anche a Monza riceveva spesso le visite degli ex compagni di squadra ed anche di rappresentanti della società odierna: l'ultima visita, testimoniata dai social, era stata quella di Javier Zanetti.

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