Uno dei trofei più ambiti dai sostenitori della Juventus è sicuramente la Champions League. L'ultima vinta è nel lontano 1996, grazie ad una grande rosa guidata da un tecnico che ha impreziosito la sua carriera da allenatore con la vittoria della Coppa del Mondo, ovvero Marcello Lippi. Proprio quest'ultimo, dimessosi pochi giorni fa da commissario tecnico della Cina, è stato intervistato nel corso dell'evento ''Premio Viareggio Sport''. Ha avuto modo di parlare della sua esperienza di allenatore, con un riferimento inevitabile alla Serie A e alla lotta attuale per il campionato fra Juventus ed Inter.

In merito alla sua esperienza da allenatore, ha ribadito che non allenerà più società calcistiche, a maggior ragione se sono italiane, eventualmente solo rappresentative nazionali. A proposito di Serie A, ha sottolineato come le cose non siano cambiate rispetto agli anni precedenti, in quanto manca la competitività dato il dominio incontrastato della Juventus.

'La Juve non mi sembra giri al massimo, eppure non hanno perso neanche una gara'

Come sottolineato da Marcello Lippi, la Serie A sembra molto monotona, merito della Juventus che continua a dimostrare di essere la più forte anche se l'Inter sembra possa creare dei problemi ai bianconeri.

Ha poi dichiarato che ''La Juve non mi sembra giri al massimo, eppure non hanno perso neanche una gara''. In poche parole, per l'ex commissario tecnico della Cina, se la Juventus dovesse ingranare anche nel gioco, il divario con le altre squadre potrebbe incrementare ulteriormente. A deludere per Lippi è stato sicuramente il Napoli, anche se il campionato è lungo e le altre squadre distanziate dalla prime possono rientrare nella lotta per la vittoria della Serie A.

Marcello Lippi sulla nazionale italiana

Lo stesso Lippi si è soffermato anche sul trionfale percorso della nazionale italiana di Roberto Mancini, qualificatasi per gli Europei 2020 ottenendo 10 vittorie in 10 partite nel girone di qualificazione.

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Juventus Serie A

Il merito di Mancini secondo Lippi è quello di aver scommesso sui giovani, e soprattutto di aver lanciato un gioco offensivo con la volontà di fare sempre gioco con ogni tipologia di avversario. In merito invece al suo addio alla nazionale cinese ha sottolineato come siano stati otto anni importanti, ma allo stesso tempo ha ribadito che non gli piace guadagnare soldi senza meritarli. Le dimissioni di Lippi sono arrivate perché secondo l'ex ct della Cina non c'erano i presupposti per poter lavorare in maniera efficace nella nazione asiatica.

Già nel 2018 infatti, l'ex ct aveva deciso di lasciare la Cina dopo la Coppa d'Asia, ma il presidente della federazione cinese lo aveva convinto a ritornare ad allenare la nazionale.

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