Un ritorno nel nostro campionato annunciato meno di una settimana fa, tramite un'intervista rilasciata a 'GQ'. "Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora", così parlava Zlatan Ibrahimovic, facendo "sognare" i tifosi di diverse squadre italiane. Milan, Napoli e Bologna da sempre in prima fila per ingaggiare l'attaccante, con l'ipotesi ritorno a Milano (sponda rossonera) un po' più quotata delle altre.

Milan-Ibrahimovic, si continua a trattare

La squadra ad aver fatto i passi più concreti è certamente il Milan, alla ricerca di un attaccante nella prossima sessione di Calciomercato dopo la stagione non certo esaltante fin qui di Piatek. A fornire gli ultimi aggiornamenti sull'operazione Ibrahimovic 2.0 è 'Sky Sport', ricordando come il campione svedese sia libero dai vincoli contrattuali che lo legavano ai Los Angeles Galaxy e, dunque, già tesserabile da qualsiasi società.

Il Milan avrebbe offerto 3 milioni per i prossimi sei mesi e 6 milioni per la prossima stagione, ponendo la qualificazione Champions come vincolo per un contratto di 18 mesi anziché di 6 mesi.

Ed è qui che si gioca la partita tra la società rossonera e Mino Raiola, noto procuratore di Ibrahimovic. Lo svedese chiede 18 mesi di contratto a prescindere, probabilmente anche a cifre superiori rispetto ai 9 milioni potenziali offerti dal Milan.

Ancora distanza tra le parti, dunque, con Napoli e Bologna che restano vivi e interessati sullo sfondo. La società partenopea ha intensificato i contatti e resta in corsa, mentre il Bologna continua a tenere aperto un canale grazie al dialogo fra l'attaccante e Sinisa Mihajlovic, ma per il momento non ha formulato nessuna offerta economica.

Tutto ancora in gioco, nessuno scenario è da escludere, soprattutto quando c'è Raiola di mezzo.

Il Milan studia le alternative a Ibrahimovic

Acclarato che il piano A in casa rossonera sia proprio Ibrahimovic, i dirigenti rossoneri non possono correre il rischio di farsi trovare impreparati e ben presto sonderanno il terreno alla ricerca di alternative. Pioli ha il solo Piatek come centravanti di ruolo (il tecnico vede Leao come un attaccante di movimento) e il rendimento insufficiente del polacco (la cui cessione non è da escludere) ha convinto il club a cercare una valida risorsa.

A meno che Zlatan non venga incontro all'offerta del Milan per risposare così la causa rossonera a distanza di oltre sette anni dal suo addio, quando fu ceduto al PSG insieme a Thiago Silva per un totale di circa 60 mln di euro.

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