Il suo impatto sul calcio italiano è stato ottimo, con 35 presenze fin qui collezionate con la maglia dell'Inter e 23 reti messe a segno tra campionato e coppe, formando con Lautaro Martinez una coppia d'attacco ben assortita e per gran parte della stagione letale per le difese avversarie. Adesso, però, anche per Romelu Lukaku è tempo di stop forzato dopo la sospensione della Serie A per l'emergenza Coronavirus, alla quale è seguito anche il blocco delle competizioni internazionali per la diffusione della malattia in altri Paesi europei.

Il centravanti nerazzurro ha rilasciato un'intervista a Bleacher Report, nella quale in sintesi ha spiegato che secondo lui prima di dare nuovamente il via ai tornei calcistici bisogna avere la sicurezza che non ci sia alcun rischio per la Salute.

L'attaccante di Anversa in questo periodo sta cercando di tenersi in forma allenandosi a casa con cyclette, camera iperbarica e tecar. La speranza, ovviamente, è quella di poter riprendere al più presto gli allenamenti tradizionali alla Pinetina e di tornare in campo con la casacca dell'Inter. Tuttavia, Lukaku sottolinea che in questa fase critica non si deve avere alcuna fretta, anzi, è fondamentale anteporre la tutela della salute agli interessi sportivi.

Lukaku: 'Era questione di tempo prima che qualche giocatore contraesse la malattia'

Il bomber nerazzurro non si è detto spaventato da quanto sta accadendo, anche se ha ammesso che ormai gli sembra di vivere "in una bolla". Anche lui cerca di tenersi costantemente aggiornato sulla situazione generale, ed è consapevole che in questo momento l'Italia è il Paese più colpito in Europa dal coronavirus. Subito dopo ha descritto lo scenario che ormai si propone quotidianamente dinanzi ai suoi occhi: "In alcune città senti solo le sirene delle ambulanze che vanno avanti e indietro".

L'ex centravanti del Manchester United si è poi soffermato sulla delicata vicenda della diffusione del contagio da Covid-19 anche nel mondo del calcio. Ha ammesso con sincerità che era ben consapevole che, prima o poi, anche qualche suo collega sarebbe risultato positivo. Il problema, semmai, è che negli ultimi tempi: "La lista si sta sempre più allungando".

Proseguendo nelle sue affermazioni a Bleacher Report Football, il numero 9 dell'Inter ha spiegato che attualmente tutta la squadra si trova in isolamento domiciliare, che ogni giorno devono misurare la temperatura e che probabilmente il 25 marzo verranno effettuati i tamponi.

A tal proposito, ha aggiunto che l'Inter dovrebbe tornare a radunarsi proprio mercoledì prossimo, visto che per fortuna finora nessun atleta in organico ha manifestato i sintomi del virus, anche se l'attaccante ha voluto ricordare che: "Ci sono persone positive che non hanno mostrato effetti".

Da atleta, Lukaku sente indubbiamente la mancanza del campo, del calcio giocato. Però in questo periodo critico non solo per l'Italia, ma anche per il resto del mondo: "La salute generale è molto più importante del calcio".

Infine, l'attaccante di Anversa ha parlato della sua famiglia che attualmente vive a Bruxelles.

La madre è riuscita a lasciare l'Italia nel momento in cui l'epidemia stava cominciando a diffondersi pericolosamente. Allo scopo di mettere in salvo la mamma, il calciatore ha contattato tutte le persone che conosce in Belgio affinché fosse possibile trovare un aereo che portasse la donna nella capitale belga.

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