L'Inter giocherà il 21 agosto la sua decima finale continentale, la quinta in Coppa Uefa-Europa League (la prima da quando il trofeo ha la nuova denominazione). Tra i protagonisti della prima finale di Coppa Uefa, trofeo poi vinto dai nerazzurri nel 1991, c'era Andreas Brehme che stava vivendo gli anni migliori della sua carriera. Sbarcato a Milano nell'estate del 1988 e accolto con freddezza, quasi come una 'ruota di scorta' del più celebre connazionale Lothar Matthaeus, si impose come autentico 'universale' in grado di giocare sulle corsia esterna sinistra e a centrocampo, capace di calciare con indifferenza e con la stessa efficacia col sinistro e con il destro.

Cross con il contagiri, straordinaria progressione, ottima tecnica e tiro al fulmicotone dalla lunga distanza, pericoloso sui calci di punizione e rigorista implacabile, regalerà proprio dal dischetto il terzo titolo mondiale alla Germania Ovest nel 1990. Con l'Inter vinse lo scudetto dei record nella stagione 1988/89, una Supercoppa italiana e, appunto, la prima Coppa Uefa della storia nerazzurra. In questi giorni in cui l'Inter è tornata protagonista in Europa, il cuore di Andy Brehme che non ha mai smesso di battere per i colori nerazzurri sta accompagnando la cavalcata dei ragazzi di Antonio Conte.

Una settimana fa si era sbilanciato, pronosticando l'Inter come favorita per la conquista del trofeo.

Tramite il suo account Instagram ha incoraggiato la sua ex squadra postando immagini di quella stagione che vide la Beneamata tornare a vincere un titolo internazionale dopo un lungo digiuno.

'Alzare la coppa si può'

L'ex difensore nerazzurro era stato intervistato prima del match con il Bayer Leverkusen, alla Gazzetta dello Sport aveva espresso il suo parere.

"L'Inter è favorita contro il Bayer, alzare la coppa si può", ha dichiarato al cronista della rosea che lo ha interpellato sull'argomento. Una storia che si può ripetere, dunque? Dopo Brehme, relativamente alla Coppa Uefa, si è ripetuta altre due volte nel 1994 e 1998 e attraverso Instagram, il leitmotiv del campione del mondo 1990 è stato proprio questo: #historyrepeating è uno degli hashtag a corredo della foto pubblicata sul social che lo mostra allo stadio Olimpico di Roma, il 22 maggio 1991, mentre solleva la Coppa Uefa tra i compagni di squadra Alessandro Bianchi e Fausto Pizzi.

Superato l'ostacolo Leverkusen, l'Inter si è concentrata sullo Shakhtar Donetsk avversario della semifinale, ma è evidente che Brehme guardasse già oltre, all'ultimo atto che vale la Coppa e ha postato un'altra foto che lo ritrae in campo a Roma contro la formazione giallorossa nella finale tutta italiana del 1991. L'Inter perse 0-1 quella notte, ma sollevò lo stesso il trofeo forte del 2-0 ottenuto all'andata a Milano. Nello scatto si vede di spalle anche l'allora centrocampista della Roma, Manuel Gerolin.

Infine altri due scatti postati che lo stesso ex calciatore ha definito 'some motivation' e 'monday motivation'. Il primo è abbastanza recente, una sorta di amarcord che lo vede insieme a Riccardo Ferri e Andrea Mandorlini con la Coppa Uefa.

L'ultimo lo vede in azione, intento a calciare il pallone al culmine di una delle progressioni che lo hanno reso celebre. La sua personale 'spinta' per la semifinale con lo Shakhtar che, alla luce del roboante 5-0 con il quale Lukaku e compagni hanno battuto gli ucraini, ha portato davvero fortuna e c'è dunque da scommettere che Andreas Brehme vada 'in replica' in vista della finalissima contro il Siviglia.

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