"Un artista non si comporta come i comuni mortali e lui era un artista". Basta questa frase per comprendere quale stima Dino Zoff avesse di Diego Maradona. Tra i tanti che lo hanno ricordato nei giorni successivi alla sua prematura scomparsa, c'è stato anche l'ex portierone della nazionale italiana e della Juventus che sulle pagine di Repubblica, nell'eterno paragone a Pelé, non ha dubbi su chi sia stato il più grande. Sebbene riconosca a O'Rey un repertorio calcistico più fornito, evidenzia come la genialità pura sia stata dalla parte del "Pibe de oro".

'Quando era dalle mie parti mi aspettavo che fermasse la palla in qualunque modo'

Tutto sommato, quando ai suoi tempi l'Italia affrontò l'Argentina con Maradona in campo, Zoff vanta precedenti favorevoli. Un'amichevole allo stadio Olimpico di Roma nel 1979 terminata 2-2 e, soprattutto, la sfida del Sarrià ai Mondiali di Spagna '82 vinta 2-1 dagli azzurri: in entrambe le circostanze Diego non gli fece gol. "Ma quando era dalle mie parti mi aspettavo che fermasse la palla in qualunque modo e riuscisse a tirare in porta - ricorda Zoff - perché lui è stato un memorabile artista, il più grande di tutti. Lo invidiavo così come invidio coloro che hanno la capacità di creare. Il mio ruolo, invece, era quello di parare le creazioni degli altri". Recentemente Claudio Gentile ha ricordato la sfida ai Mondiali di Spagna in cui marcò in maniera ferrea il fuoriclasse argentino.

"Nell'immaginario di tutti è rimasta la partita con il Brasile, ma io credo che la partita perfetta fu quella contro l'Argentina. Claudio non lo fece girare e non lo fece mai tirare giocando d'anticipo, era una brutta bestia. Ricordo di un Maradona che subisce, lo sentivo lamentarsi ma sempre con stile. Fu un combattimento in cui Diego non si tirò indietro".

'Non la penso come Cabrini'

Sempre tra le dichiarazioni successive alla scomparsa di Maradona, ha destato qualche polemica quella di Antonio Cabrini che ha detto che se il talento argentino fosse andato alla Juventus il suo destino sarebbe stato diverso, come dire che non sarebbe caduto in quei vizi che hanno poi devastato il suo fisico. Dino Zoff non condivide il parere dell'ex compagno di squadra.

"Non penso che alla Juve sarebbe stato diverso, nessuno avrebbe potuto 'addomesticarlo', ma ci saremmo goduti il campione assoluto che è stato. Maradona era un'artista e l'arte è prepotenza, l'artista non si comporta come i comuni mortali. Poi lui era anche amatissimo dai compagni". Qui il paragone quasi obbligatorio con Pelé. "Secondo me Diego è stato più grande, Pelé era completo, forse più completo di Maradona ma era meno geniale. Questo non toglie che sia stato un giocatore meraviglioso, ai Mondiali del 1970 ha fatto praticamente il centrocampista, però per me non era Maradona".

Maradona nel calcio di oggi

In tanti si sono chiesti come sarebbe oggi Maradona inserito in un calcio radicalmente cambiato rispetto ai suoi tempi. Zoff è del parere, parecchio condivisibile, che un talento resta tale in qualunque epoca e, anzi, proprio per le caratteristiche del calcio di oggi farebbe molti più gol.

"Con il gioco di oggi farebbe valanghe di reti, con il gioco a zona uno come lui andrebbe sicuramente a nozze".

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