La Juventus ha battuto la Lazio per 3-1 nel match notturno di Serie A di sabato 6 marzo.

La partita contro biancocelesti nascondeva molte insidie per la squadra di Pirlo, non solo per la caratura dell'avversaria, ma anche per il pensiero all'imminente match contro il Porto di martedì 9 marzo. Eppure la Juve, nonostante una formazione rimaneggiata causa turnover e indisponibili (a cui da ultimo si era aggiunto Bentancur, risultato positivo alla Covid dopo la partita contro lo Spezia) è riuscita a dare un segnale importante al campionato e a sé stessa, riuscendo a vincere una partita che si era messa decisamente male, col vantaggio degli uomini di Inzaghi grazie a Correa.

Seconda vittoria consecutiva in casa per i bianconeri, che possono gioire per un Morata che ha ritrovato la forma di inizio stagione e per la capacità di saper ribaltare e vincere le partite, anche senza il fenomeno Cristiano Ronaldo.

Formazione a sorpresa

Con gli uomini contati, soprattutto a centrocampo, e l'inevitabile pensiero al ritorno degli ottavi di finale di Champions, Pirlo sorprende un po' tutti con le sue scelte iniziali di formazione.

Cuadrado, appena recuperato, viene subito schierato titolare, riappropriandosi della fascia destra, Alex Sandro confermato centrale di sinistra nella difesa a quattro accanto a Demiral, con Bernardeschi (autore di un'ottima prestazione) in un'insolita posizione di esterno basso e, mossa a sorpresa, Danilo schierato a centrocampo per sopperire alla carenza di giocatori in quel ruolo e cercare di dare sostanza contro la mediana laziale.

La scelta più inattesa è però l'iniziale panchina per Cristiano Ronaldo, giustificata dal bisogno del portoghese di riposarsi dopo un tour de force che lo ha portato a giocare nove partite negli ultimi 30 giorni.

A completare lo scacchiere, i due esterni Chiesa e Kulusevski, schierati a piedi invertiti, e Morata unica punta con Ramsey libero di svariare sulla trequarti per fare da collante tra centrocampo e attacco.

La partita: inizio da brividi per i bianconeri

I primi venti minuti della Juventus sono un autentico disastro: complici un atteggiamento un po' troppo sufficiente e forse qualche difficoltà iniziale nella disposizione tattica, l'avvio di gara è tutto di marca biancoceleste, con gli uomini di Inzaghi che sfondano spesso sulla parte sinistra del campo grazie alla qualità di Luis Alberto e alla vivacità di Fares che approfittano della libertà che Cuadrado e Kulusevski concedono loro.

Ma dopo appena 15 minuti si materializza nuovamente l'incubo di Oporto: Kulusevski, in maniera un po' superficiale e senza guardare, sbaglia un banale retropassaggio diretto a Demiral che viene intercettato da Correa che, dopo aver "ubriacato" il difensore bianconero, è freddo e preciso nel calciare in porta, spiazzando Szczesny.

Dopo il grave errore, la Juventus continua a faticare contro il centrocampo laziale, più organizzato e forte tecnicamente, soprattutto dalla sua parte sinistra, dove Kulusevski appare in evidente difficoltà e costretto a ricorrere al fallo per fermare al limite dell'area un intraprendente Milinkovic-Savic, la cui punizione termina però fuori di poco dalla porta bianconera.

La svolta

Gli unici squilli iniziali della Juve sono targati Federico Chiesa, una cui incursione centrale al minuto 25 viene interrotta in area da un braccio largo molto sospetto di Hoedt, ma per l'arbitro Massa non c'è irregolarità. Da quel momento in poi la partita cambia: la Lazio perde un po' di certezze e fatica a ripartire con qualità, mentre la Juve diviene più aggressiva e prende piano piano possesso della partita, anche se non arrivano conclusioni realmente pericolose alla porta di Reina, finché al 39' i bianconeri trovano il varco giusto con Rabiot che, servito da Morata, coglie il portiere spagnolo un po' impreparato e lo batte con una conclusione mancina potente sul primo palo, siglando la rete dell'1-1 su cui si chiude la prima frazione.

La ripresa inizia esattamente con lo stesso piglio con cui si era chiuso il primo tempo e cioè con una Juve più aggressiva e alla ricerca del vantaggio, che arriva al 57', quando Danilo interrompe una pericolosa ripartenza della Lazio, scatenando il contropiede juventino, condottalo da Chiesa e finalizzato da Morata con un preciso tiro di sinistro ancora sul palo del portiere, che vale il vantaggio per 2-1. Appena tre minuti dopo, incursione di Ramsey nell'area della Lazio e fallo da dietro di Milinkovic sul gallese, per Massa questa volta non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Sul dischetto va Morata, che non sbaglia e firma la doppietta personale e, soprattutto, il 3-1 per la Juventus.

Dopo la girandola dei cambi, non succede altro, se non il tentativo nel finale degli uomini di Inzaghi, che si scontrano però contro il muro bianconero.

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