L'Inter mette le mani sul campionato e, dopo aver sconfitto ieri l'Hellas Verona a San Siro, mister Antonio Conte per la prima volta parla esplicitamente di scudetto.

Le statistiche parlano chiaro: 14 vittorie casalinghe su 16 partite, l'ultima sconfitta risale al 6 Gennaio a Marassi contro la Samp, ma soprattutto ha subito solo tre tiri in porta nelle ultime tre gare, un dato particolarmente significativo. Il ruolino di marcia dei neroazzurri, in tutto il campionato, parla di una sola sconfitta in casa e un'altra in trasferta, confermando che quella di Conte è la squadra più costante della Serie A.

Il tecnico pugliese è riuscito a convincere i suoi uomini della loro forza e della possibilità di poter vincere lo scudetto. Lui stesso ha detto che due anni fa, alla firma del contratto con il club, vedeva la probabilità di tale impresa intorno all'1% per cento.

Il gruppo nerazzurro appare molto coeso, lo si è visto ad esempio al momento dell'esultanza sul gol di Darmian: tutta la panchina (allenatore compreso) è corsa ad abbracciare il laterale lombardo, autore di una rete pesantissima per la stagione neroazzurra.

Solida e matura

L'Inter dimostra di essere una squadra solida e matura in grado di saper gestire alla perfezione entrambe le fasi con un equilibrio esemplare: gli attaccanti sono i primi difensori e i centrocampisti sembrano più ispirati, ora che possono godere della tecnica cristallina di Eriksen, schierato da schermo davanti alla difesa.

Tuttavia il reparto che ha registrato migliori progressi è quello difensivo: De Vrij, Skriniar e Bastoni sembrano conoscersi a memoria e fanno della loro fisicità, la loro arma vincente. I tre sembrano inseguire come cani da caccia ogni attaccante avversario che si presenti in area di rigore e, una volta recuperata palla, verticalizzano subito su Lukaku e Lautaro.

Il belga è la pedina fondamentale, il leader indiscusso della sua squadra: tutti i palloni dai quali nascono le azioni offensive nerazzurre passano sempre da lui. Persino ieri, quando sembrava soffrire la marcatura a uomo di Magnani, Lukaku è riuscito a fornire un assist di testa per Lautaro che da due passi ha sparato alto.

L'ex giocatore di Everton e Manchester United si è inoltre procurato la punizione costata l'ammonizione a Magnani, che ha costretto il tecnico Juric a sostituirlo a fine primo tempo.

Accanto a lui Lautaro che, con la tipica "garra" latina, esercita un pressing asfissiante su ogni avversario che gli passi davanti.

Le dichiarazioni del tecnico neroazzurro al termine della gara

Nel post-gara Conte si è presentato sorridente ai microfoni di Dazn, dichiarando di essere soddisfatto della gara interpretata dai suoi.

Quando i giornalisti hanno parlato di una prestazione non brillante da parte dell'Inter, il tecnico leccese ha risposto: "In questo momento della stagione la palla inizia a pesare di più e per tanto è difficile pensare e pretendere di stare sempre al top della condizione.

Inoltre ci sono dei giocatori che non si sono mai trovati a lottare per lo Scudetto, è normale che stiano avvertendo tensione. Al 95% lo scudetto è nostro".

Successivamente riferendosi al gol sbagliato da Lautaro, ha espresso la necessità di essere più cinici sotto porta.

Ha sottolineato anche la similitudine di De Vrij, Skriniar e Bastoni con i vari Bonucci, Chiellini e Barzagli, i pilastri sui quali ha costruito il successo durante la sua esperienza in bianconero.

"Io vedo molte similitudini, in quanto anche loro (Bonucci, Chiellini e Barzagli) erano vergini di vittorie ma poi hanno iniziato un meraviglioso percorso. Lo stesso dico ai miei, se dovessero iniziare a vincere, questo darebbe loro grande autostima e fiducia nei propri mezzi".

Conte non ha nascosto la sua soddisfazione personale: "Era da tanto che una società come l'inter non era competitiva, ora si può puntare a obiettivi importanti' e sul suo lavoro aggiunge: 'abbiamo lavorato tanto dal punto di vista tecnico e anche mentale. A volte, è vero, diventi pesante ma ne ho trovati pochi di vincenti che riescono a essere leggeri e divertenti".

Il tecnico ha concluso con un concetto importante: "All'inizio il percorso che indichi è un percorso duro, fatto di sacrifici, determinazione e rinunce, così vieni visto male. Quando però si ottengono i risultati, i calciatori si accorgono che invece è quella la strada giusta, sicura e si affidano completamente a te".