L'inchiesta portata avanti dalla Trasmissione Report andata in onda ieri sera ha contribuito a riaccendere le luci dei riflettori sulla famigerata vicenda Calciopoli che nel 2006 costò la Serie B alla Juventus, oltre alla revoca di due scudetti, con annessa radiazione dal mondo del calcio di Antonio Giraudo e Luciano Moggi, che però hanno proseguito la propria battaglia giudiziaria affidandosi al consulente Nicola Penta. Dalla trasmissione emerge con chiarezza quale fosse il sistema messo in piedi dallo stesso Moggi che grazie alla connivenza dei designatori arbitrali e all'appoggio di politici ed esponenti del mondo della finanza era riuscito a costruire una vera e propria rete di pilotaggio del mondo del calcio italiano.
La puntata di Report analizza però anche la posizione dell'Inter, mai finita a processo che anzi a seguito dello stesso si vide consegnata uno dei due scudetti revocati alla Juventus.
All'indomani della trasmissione è stato Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, a tornare sulla vicenda evidenziando come i Carabinieri incaricati all'indagine su Calciopoli ritennero rilevanti certe telefonate di Facchetti e Moratti ai designatori arbitrali al pari di quelle di Luciano Moggi senza però che le stesse siano mai finite ai Pm e dunque a processo.
Guido Vaciago ha parlato di Calciopoli e sulla scomparsa dell'Inter dall'indagine
'Grazie agli stessi documenti di quella famigerata indagine abbiamo le prove di come l'inchiesta su Calciopoli strutturata sulle intercettazioni telefoniche sia stata indirizzata in un'unica direzione'.
Queste le dichiarazioni di Guido Vaciago in un articolo pubblicato su Tuttosport. Importanti anche le parole di Nicola Penta, consulente a difesa di Luciano Moggi, che ha aggiunto come le intercettazioni che la difesa dell'ex direttore generale ha dovuto ripescare fossero già state valutate dai carabinieri.
In sede di ascolto, i carabinieri adottavano il sistema del semaforo: per le telefonate non rilevanti non era posta nessuna spunta, per quelle poco rilevanti una verde, per quelle rilevanti due gialle e per quelle rilevantissime tre spunte rosse a ricordare proprio le luce di una segnalazione semaforica.
Ponendo l'accento quindi sulla rilevanza processuale delle telefonate di Moggi e di quelle di Facchetti, come scrive Vaciago, il dialogo fra l'ex direttore generale della Juve e Paolo Bergamo riferito alla griglia arbitrale di quel turno di Serie A (la madre di tutte le intercettazioni) fu contrassegnato da tre spunte rosse così come la telefonata fra Facchetti e Bergamo nella quale si discute dell'arbitro Paolo Bertini: nel dialogo, andato in onda ieri sempre a Report, si sente l'allora dirigente dell'Inter chiedere che in occasione della semifinale di Coppa Italia tra Inter e Cagliari lo score di Bertini con l'Inter possa salire 'da 4 a 5 vittorie'.
Da qui la domanda che si pone Guido Vaciago: 'Perché l'Inter scompare completamente dalle indagini?'.
Intercettazioni sull'Inter mai finite a processo
Il giornalista Vaciago nel suo pezzo si domanda allora il perché le intercettazioni telefoniche con protagonista il dirigente dell'Inter siano scomparse dalle indagini. La difesa nerazzurra ha sempre riferito la stessa giustificazione: 'Perché erano intercettazioni non rilevanti'.
Parole che non sarebbero condivise però non solo dai carabinieri che hanno indagato ma anche dall'allora Procuratore Federale Palazzi, che una volta svelate certe intercettazioni tentò di perseguire il club nerazzurro senza però potersi muovere concretamente a causa della sopraggiunta prescrizione del reato.
Sempre sull'argomento ha parlato Penta: 'Il Procuratore federale è molto duro con alcune chiamate di Facchetti, per le quali si prevede l'illecito sportivo, parliamo delle telefonate che i carabinieri considerano da tripla spunta rossa'. Telefonate però mai arrivate a processo.