L’esonero di Thiago Motta dalla Juventus continua a far discutere, soprattutto perché da quando il tecnico italo-brasiliano ha lasciato la guida della squadra i bianconeri sembrano aver ritrovato entusiasmo e compattezza.
In molti si interrogano ancora oggi su cosa non abbia funzionato durante la sua gestione, durata meno del previsto. A offrire un’interpretazione interessante è stato anche Gigi Buffon, intervenuto dagli studi di DAZN. L’ex portiere e bandiera della Juventus ha sottolineato un aspetto fondamentale: "La prima cosa che bisogna fare è conoscere la storia di dove si va".
Un messaggio chiaro, che sottintende come Motta forse non abbia compreso fino in fondo l’identità profonda del club. Che poi è una considerazione che ben si sposa col fatto che nessuno dei calciatori l'abbia salutato via social e con quanto postato sempre sui social dai Perin pochi giorni dopo l'esonero.
Buffon netto sulla fascia da capitano
Uno dei punti più discussi della sua gestione è stato senza dubbio il modo in cui ha gestito la fascia da capitano. Nei primi mesi, infatti, non c’era un capitano fisso: la fascia girava di partita in partita, senza un leader designato. Questa scelta, secondo molti, avrebbe contribuito a creare confusione e insicurezza nello spogliatoio. Per Buffon, quella della fascia è una questione sacra alla Juventus: "Alla Juve entri nello spogliatoio e ci sono le foto dei capitani, in 100 anni di storia.
Questa cosa ti deve far pensare che un capitano va trovato".
Non si tratta solo di un simbolo, ma di un punto fermo che rappresenta la continuità con il passato e il rispetto per la maglia. Alla Juve, la fascia non è solo un segno distintivo: è un’eredità pesante, che impone responsabilità e comportamenti esemplari. Quando manca una figura chiara a cui fare riferimento, la squadra rischia di perdere compattezza, e anche i risultati ne possono risentire. In un club con aspettative altissime come quello bianconero, queste dinamiche possono diventare determinanti.
Alla Juventus, infatti, la leadership è sempre stata un tratto distintivo, qualcosa di più profondo di un semplice ruolo in campo.
Le parole di Locatelli
Con l’arrivo di Igor Tudor sulla panchina della Juventus, la situazione è cambiata. Manuel Locatelli è stato confermato capitano e ha preso il ruolo con grande serietà e determinazione. Il centrocampista si è messo subito a disposizione del nuovo allenatore, mostrando spirito di sacrificio e adattamento. La sua prestazione contro la Roma è stata emblematica, come dimostra l'importante gol messo a segno che non è però bastato per ottenere la vittoria. Nonostante il pareggio, Locatelli ha voluto elogiare lo spirito della squadra con un post su Instagram: "Spirito giusto, intensità e unità". E ha aggiunto: "Sempre emozionante segnare per la mia Juve! Fino alla fine". Un messaggio chiaro: il capitano c’è, e la squadra lo segue.