Nelle scorse ore il giornalista Giuseppe Pastore è intervenuto nella trasmissione Cronache di spogliatoio e parlando di Juventus, ha sottolineato come valori quali mentalità, appartenenza e voglia di vincere tipici dei bianconeri siano stati ereditati da due club, Inter e Napoli. Questo perché al loro interno sono presenti ex juventini doc come Giuseppe Marotta e Antonio Conte.

Pastore: 'Nell'Inter e nel Napoli vedo la Juventinità che non c'é più alla Continassa'

Il giornalista Giuseppe Pastore ha parlato ai microfoni di Cronache di spogliatoio e parlando della Juventus ha detto: "I risultati settimanali sono fondamentali anche a livello economico, perché ora possiamo fare più o meno filosofia su Thiago Motta e su Tudor, ma il futuro della Juve dell'anno prossimo passa anche dai 2 punti in più in meno che conquista sul campo.

Mi viene in mente che la Juve quest'anno l'abbiamo tante volte criticata perché non ha più l'anima, non ha un capitano chiaro, non ha la possibilità di difendere un vantaggio, non ha neanche qualcuno che tenga palla o un attaccante che prenda un fallo, insomma niente. Queste cose le ritrovo invece nelle due società che forse più detestano la Juve, l'Inter e il Napoli. Cioè due ambienti che hanno preso il meglio della juventinità, con Marotta lo spirito italiano, con Conte la mentalità vincente e l'hanno tradotta in maniera positiva nelle due squadre che quest'anno si stanno giocando lo scudetto e la Champions League".

Pastore ha poi aggiunto: "Avete visto tutti probabilmente la scena dagli spalti di Acerbi con Pedri, quelle situazioni nella zona grigia di cui il calcio è pieno.

Anzi oggi coi cellulari ne troviamo quante ne vogliamo e spesso vengono decontestualizzate, però è il classico episodio che sfugge all'arbitro, sfugge al VAR e da un lato chi è hater dice "Ecco, il solito antisportivo", dall'altro chi è pro dice "Ecco, cosi si difende". Ho visto una scena molto simile in un video di 6 anni fa e il protagonista era un grandissimo difensore come Giorgio Chiellini. Lo stopper, all'ultimo minuto di Juventus-Atletico Madrid, l'ultima grande notte europea dei bianconeri nell'eliminazione diretta della Champions, rifila una spallata del tutto gratuita a Correa che poi reagisce. Chiellini allora va giù, si rotola, perde tempo, insomma tutto funzionale per portare il risultato a casa con l'astuzia e il mestiere del grande difensore".

Infine il giornalista ha concluso: "Il gol che ha preso la Juve all'ultimo minuto con la Lazio è tutto il contrario di questi due esempi che io ritengo da italiano, forse sarò "risultatista", esempi virtuosi. Perché quando devi portare a casa una qualificazione, un quarto posto, una partita all'ultimo secondo, devi anche un po' sporcarti le mani e ce lo insegna la storia del calcio. Li Zaccagni invece sfugge a tutti e fa subire alla Juve quello che i bianconeri sapevano fare bene. Perché la squadra piemontese ha dimostrato il quel frangente tutto il contrario di quello che l'ha sempre contraddistinta. E questo non vuol dire essere sporchi e cattivi , ma vuol dire saper stare su un campo di calcio".

Juve, la mancanza di appartenenza è un difetto che quest'anno ha pesato

Seguendo quanto detto da Pastore, si può concertare come nell'universo Juventus la mancanza di quell'appartenenza da sempre radicata nell'ambiente piemontese, abbia giocato un ruolo importante nella travagliata stagione della vecchia signora. Non a caso il termine DNA juventino è rimbalzato senza controllo nei mesi precedenti e non a caso all'arrivo di un bianconero doc come Tudor molti tifosi si siano rivisiti in lui.