Una stagione da dimenticare, che ha da riservare la sola coda relativa alla qualificazione alla prossima Champions League, e un futuro tutto da scrivere.
La stagione della Juventus era iniziata con un mercato scintillante ma sta terminando in modo pessimo, con due eliminazioni dalle coppe e un quarto posto in campionato più che in bilico. Champions o meno, sembra comunque palese la necessità di un (nuovo) cambio di rotta che coinvolga ogni aspetto del club: dal campo alla panchina, fino ai vertici dirigenziali.
A Tudor spetta il compito di non fallire le ultime due sfide, decisive per mantenere il treno europeo con un occhio attento anche allo scontro diretto in programma stasera tra Atalanta e Roma, ma senza qualificazione all'Europa che conta la Juventus non lo confermerà.
Tra i nomi in lizza per succedergli Gian Piero Gasperini, mentre a livello dirigenziale, in caso di addio di Giuntoli, il profilo in pole sarebbe quello di Giovanni Sartori.
Tutti sotto esame, in primis Giuntoli
Dopo aver acquistato 13 giocatori a fronte di 230 milioni spesi, aver scelto l'allenatore (Thiago Motta) e aver tranciato i rapporti con gli ultimi senatori rimasti (su tutti Danilo e Szczesny), le responsabilità della fallimentare annata bianconera non possono non gravare in primis su Cristiano Giuntoli.
La sua posizione appare sempre più scricchiolante: in quest'ottica va letto l'interesse per Giovanni Sartori, i cui risultati ottenuti a Bologna sono sotto gli occhi di tutti.
L'impressione è che la proprietà sia molto delusa e che l'ex Napoli potrebbe lasciare anche in caso di qualificazione alla Champions League.
Discorso diverso per Tudor, che tra infortuni, squalifiche e un morale al suo arrivo a pezzi, sta facendo quello che può. Anche nel caso della panchina però, si va rafforzando la convinzione che sia necessario puntare su un altro profilo, con il nome di Gasperini che sembra tornato in pole.
Gasperini e Sartori hanno già lavorato assieme all'Atalanta
Promuovere in blocco Gasperini e Sartori significherebbe sostanzialmente 'acquisire' il blocco che ha fatto grande l'Atalanta. Il dirigente ha infatti lavorato assieme all'allenatore della Dea proprio nella società orobica, mettendo una firma più che importante sui successi (anche quelli susseguenti al suo addio) ottenuti dal club.
Guardando agli aspetti più squisitamente tattici, Tudor sta dimostrando che la Juventus può sostenere abbastanza agilmente un modulo che preveda una difesa a 3 (considerate le tante defezioni i pari esterni contro Roma, Bologna e Lazio non appaiono cattivi risultati in senso assoluto), esattamente l'impostazione tattica tanto cara a Gasperini.
Giuntoli ha confermato che Tudor sarà l'allenatore dei bianconeri anche al Mondiale per Club, ma tutto può ancora cambiare. Anche perchè nessuno ha invece confermato il dirigente toscano. La sua 'detronizzazione' potrebbe dare il là alla seconda rivoluzione in due anni.