La Juventus sta vivendo un momento di flessione tra campionato e Champions League, con alcuni pareggi consecutivi che hanno frenato la rincorsa dei bianconeri. Igor Tudor, arrivato per dare nuova linfa alla squadra, si trova già a dover gestire critiche e pressioni in un ambiente che pretende risultati immediati. L’allenatore croato, tuttavia, non perde la concentrazione e continua a lavorare con determinazione per invertire la rotta, consapevole che le prossime sfide saranno decisive per dare un segnale forte sia in Italia che in Europa.
Nonostante gli sforzi, il tecnico è stato preso di mira da alcuni opinionisti.
In particolare, Riccardo Trevisani, durante la trasmissione Pressing, ha espresso un giudizio molto severo sulle scelte dell’allenatore, puntando il dito contro la decisione di schierare Teun Koopmeiners al posto di Manuel Locatelli. Le parole del giornalista non lasciano spazio a interpretazioni: “Locatelli esce a Verona all’intervallo e non gioca il secondo tempo. Nella ripresa il Verona domina la Juventus. Nella gara successiva ti presenti senza Locatelli e addirittura con Koopmeiners, che sono 50 partite senza raggiungere la sufficienza”. Un attacco diretto che mette in discussione non soltanto la prestazione del centrocampista olandese, ma anche la responsabilità del tecnico croato nella gestione della rosa.
Le parole di Trevisani
Trevisani ha poi suggerito alternative, ribadendo che Tudor avrebbe potuto imboccare una strada diversa: “Non è che qualcuno l’abbia obbligato a mettere Koopmeiners. Poteva schierare McKennie, poteva mettere Locatelli, e invece ha scelto Koopmeiners: è una scelta sbagliata”. Secondo l’opinionista, le opzioni non mancavano e la preferenza accordata all’ex Atalanta non ha alcuna giustificazione sul piano tecnico e tattico.
Il giornalista si è spinto oltre, andando ad analizzare nel complesso il gioco della squadra. A suo avviso, la Juventus non convince e le difficoltà non sono legate ai singoli ruoli, bensì a un’impostazione generale non efficace: “Il problema della Juventus non è il centravanti, il problema è una Juventus che gioca male, a prescindere dal centravanti”.
Un’osservazione che apre un dibattito più ampio, perché se i limiti fossero davvero di natura collettiva e strutturale, la sfida di Tudor sarebbe ancora più complessa.
Torna Conceição
Mentre all’esterno il clima resta incandescente, all’interno del centro sportivo bianconero l’attenzione è rivolta esclusivamente al campo. La Juventus prepara la delicata gara contro il Villarreal, un impegno europeo fondamentale per cercare di rialzare la testa e ritrovare fiducia.
Sul fronte degli infortunati arrivano alcune notizie incoraggianti. Francisco Conceição, che aveva saltato la partita contro l’Atalanta, è tornato ad allenarsi in gruppo e la sua presenza potrebbe rappresentare un’arma importante, soprattutto per dare vivacità all’attacco.
Restano, invece, sotto osservazione Gleison Bremer e Khéphren Thuram: entrambi hanno lavorato a parte e le loro condizioni saranno valutate con attenzione nelle prossime ore.
La giornata di domani, 30 settembre, sarà decisiva per capire se i due potranno essere convocati o se sarà necessario attendere ancora. In caso di recupero, l’ipotesi più concreta è che inizino dalla panchina, con la possibilità di tornare titolari nella successiva sfida di campionato contro il Milan, altro appuntamento chiave nella corsa scudetto.
La Juventus si trova davanti a un bivio: da una parte le critiche che mettono in discussione gioco e scelte dell’allenatore, dall’altra la necessità di dare risposte immediate sul campo. Tudor, al centro del dibattito, sa che solo i risultati potranno spegnere le polemiche e riportare serenità in un ambiente che vive di pressione continua.