Per la Juventus è tempo di cambiamenti. Dopo settimane di tensione e risultati altalenanti, la società bianconera ha deciso di voltare pagina: Igor Tudor non è più l’allenatore della squadra bianconera. La decisione è arrivata nella mattinata di oggi, 27 ottobre, all’indomani della sconfitta per 1-0 contro la Lazio, risultato che ha segnato la fine dell’esperienza del tecnico croato sulla panchina bianconera. Tudor lascia dopo appena 24 partite, un percorso in cui la squadra non è riuscita a trovare la continuità e la solidità richieste dalla dirigenza.
Come rivelato da Gianluca Di Marzio, la Juventus avrebbe già avviato i contatti con Luciano Spalletti, mentre Roberto Mancini rappresenterebbe la prima alternativa.
Si lavora su due tavoli
L’esonero era nell’aria già da diversi giorni, ma ora la Juventus si trova davanti alla necessità di scegliere in fretta il nuovo tecnico, per evitare che la stagione prenda una piega difficile da correggere. Damien Comolli, responsabile dell’area sportiva, è già al lavoro per individuare il profilo più adatto a guidare una squadra che necessita di equilibrio e nuova fiducia.
Il primo nome sulla lista è quello di Luciano Spalletti. L’ex allenatore del Napoli, fresco di separazione dalla Nazionale, rappresenta il profilo ideale per il club torinese: esperto, vincente e con una filosofia di gioco offensiva e organizzata.
Secondo le prime indiscrezioni, la Juventus avrebbe già avviato un contatto diretto con Spalletti per capire se esistono le condizioni per un accordo. Le parti starebbero discutendo sia del progetto tecnico che delle richieste economiche del tecnico toscano, il quale vorrebbe garanzie su un ruolo centrale nelle scelte sportive e sul mercato.
La dirigenza, comunque, non sta trascurando nemmeno l’altra pista di cui si è parlato nei giorni scorsi, quella che porta a Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico della Nazionale italiana, reduce dall’esperienza in Arabia Saudita, resta un candidato credibile per il dopo Tudor. Già in passato, la Juventus aveva sondato il terreno per lui, subito dopo l’esonero di Thiago Motta, ma in quell’occasione non si arrivò a un accordo per divergenze sulla durata del contratto.
Mancini chiedeva un impegno di almeno un anno e mezzo, mentre la Juventus preferiva una soluzione più breve. Ora, però, il contesto è cambiato e l’allenatore marchigiano potrebbe essere più disponibile a trattare, pur di tornare su una panchina importante.
Palladino defilato
In seconda fila, ma comunque da non escludere, c'è Raffaele Palladino. L’ex tecnico della Fiorentina è attualmente libero dopo l’addio al club viola e gode di ottima considerazione da parte della dirigenza juventina. La sua capacità di valorizzare i giovani e proporre un calcio propositivo lo rendono un’opzione interessante, anche se con meno esperienza rispetto a Spalletti o Mancini.
La Juventus, dunque, si muove su più fronti, consapevole che la prossima scelta sarà cruciale per il prosieguo della stagione.
Il club bianconero non può permettersi ulteriori errori dopo mesi di instabilità in panchina. L’obiettivo è individuare un allenatore capace di dare subito un’impronta chiara, restituendo compattezza e identità a una squadra che ha bisogno di ritrovare certezze. Il futuro della Juventus passa da questa decisione, e Comolli lo sa: scegliere il nuovo tecnico sarà la mossa decisiva per rilanciare il progetto bianconero.