La Juventus è pronta a riprendere il suo cammino in campionato e in Champions League dopo la sosta, con l’obiettivo di ritrovare continuità e certezze. In vista della ripartenza, a commentare la situazione bianconera è stato Angelo Di Livio, ex centrocampista della Juve, intervenuto sul canale YouTube de Il Bianconero. L’ex calciatore ha analizzato senza giri di parole il rendimento di alcuni elementi della rosa allenata da Igor Tudor, soffermandosi in particolare su chi finora non ha rispettato le aspettative: “Ci sono dei giocatori presi l’anno scorso e pagati tantissimo, possiamo fare anche nome e cognome: Koopmeiners, che sembra il fratello di quello visto all’Atalanta”.
Le parole di Di Livio
Parole che rispecchiano un pensiero diffuso tra i tifosi juventini: Teun Koopmeiners, arrivato in estate tra grandi attese, non è ancora riuscito a imporsi come punto di riferimento del centrocampo. L’olandese, protagonista a Bergamo per qualità e continuità, in bianconero non ha trovato la stessa brillantezza, alternando buone prestazioni a momenti di evidente difficoltà. La Juventus si aspettava da lui un impatto diverso, e adesso il giocatore è chiamato a una decisa inversione di tendenza per evitare che la sua avventura a Torino si complichi ulteriormente.
Ma Di Livio non si è fermato a Koopmeiners. Ha infatti analizzato anche il contributo dei nuovi arrivati Jonathan David e Loïs Openda, due attaccanti che devono ancora trovare la giusta intesa e continuità in zona gol: “C’è David, c’è Openda che secondo me devono ancora dare moltissimo e possono crescere di condizione.
Ci sono tanti aspetti, secondo me, che fanno ben sperare la Juve”. Un commento che sottolinea come, nonostante le difficoltà iniziali, esista comunque fiducia nel potenziale del gruppo. Entrambi gli attaccanti hanno mostrato lampi di talento, ma la sensazione è che serva ancora tempo per vederli pienamente integrati nel sistema di Tudor.
Di Livio ha poi espresso un giudizio più critico su un altro elemento della rosa, Pierre Kalulu, utilizzato spesso da Tudor sulla corsia destra: “Per esempio, a me non piace Kalulu come esterno destro, questo lo voglio dire”. Una posizione chiara, che apre un dibattito tattico su come l’allenatore croato stia gestendo il reparto difensivo, soprattutto alla luce delle numerose assenze che hanno complicato le ultime settimane.
Tudor studia nuove soluzioni
Proprio in difesa, la Juventus dovrà affrontare le prossime sfide senza Bremer e Cabal, due pedine fondamentali. Per far fronte a queste assenze, qualcuno ipotizza un passaggio alla difesa a quattro, anche se le caratteristiche dei giocatori in rosa non sembrano adattarsi perfettamente a questo modulo. Tudor, da quando è arrivato a Torino, ha adottato solo una volta la linea a quattro, in occasione del match contro l’Udinese. In quella partita, la retroguardia era composta da Alberto Costa, Renato Veiga, Lloyd Kelly e Andrea Cambiaso, ma l’esperimento non aveva convinto del tutto lo staff tecnico.
Con il ritorno in campo ormai alle porte, la Juventus deve quindi ritrovare equilibrio e identità.
Tudor è chiamato a trovare soluzioni tattiche efficaci per sfruttare al meglio le potenzialità di una rosa ancora in fase di costruzione, mentre i giocatori più attesi, da Koopmeiners a Openda, dovranno finalmente dimostrare di poter trascinare la squadra verso traguardi ambiziosi.