La Juventus esce sconfitta per 1-0 dal Santiago Bernabeu nella terza giornata del maxi girone di Champions League, ma lo fa a testa alta. Contro un Real Madrid, spinto dal suo pubblico e dalla classe dei suoi campioni, la squadra di Igor Tudor ha mostrato personalità, compattezza e una solidità che raramente si vedono in partite di questo livello. A decidere l’incontro è stato ancora una volta Jude Bellingham, autentico trascinatore dei blancos, che con una zampata al 58’ ha piegato la resistenza bianconera. Ma il verdetto del campo, al di là del risultato, racconta di una Juventus viva, capace di mettere in difficoltà anche una delle squadre più forti d’Europa.

Juventus, una prestazione tutto sommato positiva

Fin dai primi minuti si è vista una squadra attenta e concentrata, pronta a chiudere ogni spazio e a ripartire con ordine. Tudor ha impostato una gara di grande disciplina tattica, con linee strette e pressing selettivo, affidandosi alla velocità di Yildiz e alla fisicità di Vlahovic per colpire in contropiede. In più di un’occasione i bianconeri hanno spaventato Courtois, con ripartenze fulminee che hanno costretto la difesa spagnola agli straordinari.

Il Real ha provato a imporre il suo gioco, ma la Juventus ha retto bene l’urto. Gatti ha guidato una retroguardia praticamente impeccabile fino all’episodio del gol, quando una conclusione a seguito di uno slalom speciale di Vinicius è stata raccolta da Bellingham, abile a coordinarsi in un lampo e a trafiggere Di Gregorio con un destro chirurgico.

Una rete che ha cambiato l’inerzia della gara, ma non l’atteggiamento della Juve, che ha continuato a giocare con coraggio e lucidità, cercando fino all’ultimo un pareggio che, per quanto visto, sarebbe stato più che meritato.

Quello che è mancata è stata la zampata finale

Ancora una volta, però, è mancata la scintilla finale: l’ultimo passaggio, la scelta giusta negli ultimi venti metri, o quella conclusione che potesse cambiare il destino della serata. Un copione già visto, anche nella sfida di campionato contro il Como, dove la squadra aveva offerto una buona prestazione senza riuscire a concretizzare. È questo, probabilmente, il passaggio che Tudor dovrà ancora compiere: trasformare il gioco e la compattezza difensiva in concretezza offensiva e punti.

Il bilancio dopo tre giornate di Champions comunque non sorride: due pareggi, contro Borussia Dortmund e Villarreal, e la sconfitta di Madrid lasciano la Juventus a soli 2 punti in classifica. Un bottino che non rispecchia appieno quanto mostrato sul campo, ma che obbliga ora a una svolta immediata.

La prossima gara di Champions, in programma il 4 novembre contro lo Sporting Lisbona, diventa così fondamentale per le ambizioni europee della Vecchia Signora. Servirà una vittoria per rimettere in carreggiata la squadra e alimentare le speranze di qualificazione ai sedicesimi.