Il nuovo corso bianconero targato Luciano Spalletti sembra prendere forma nel segno delle convinzioni tattiche del tecnico toscano. L’ex commissario tecnico della Nazionale, da sempre fautore del 4-3-3 come modulo identitario, ha già cominciato a impiegarlo anche nella realtà della Juventus. Un sistema di gioco coerente con la sua filosofia di calcio, ma che, osservando la rosa attuale della Vecchia signora, rischia di acuire una fragilità già evidente: quella del centrocampo.

Juventus, la fragilità in mediana può acuirsi

Il reparto mediano della Vecchia Signora, infatti, è tutt’altro che profondo.

Gli uomini a disposizione di Spalletti sono appena cinque: Locatelli, Thuram, Koopmeiners, McKennie e un Miretti ai box praticamente dall’inizio della stagione. Numeri risicati per un modulo che vive di intensità, movimenti sincronizzati e continui cambi di ritmo. Mettere in campo tre centrocampisti su cinque significa, di fatto, ridurre la rotazione durante un match o nel corso delle settimane più dense di impegni.

La situazione si complica ulteriormente se si considera la recente scelta di Spalletti di utilizzare McKennie come terzino, soluzione sperimentata contro la Cremonese per ovviare a un’altra emergenza di organico. In tal caso, il tecnico si ritroverebbe con appena quattro interpreti per tre posti, un rischio calcolato ma potenzialmente dannoso nel lungo periodo, soprattutto se si considera l’elevato dispendio fisico richiesto dal 4-3-3 spallettiano.

Il problema, dunque, non è soltanto numerico ma anche qualitativo. Locatelli resta il perno davanti alla difesa, ma manca un vero e proprio alter ego capace di far ripartire l’azione con tempi e visione di gioco. Thuram e Koopmeiners garantiscono corsa e inserimenti ma non potranno reggere certi ritmi con un calendario che impone alla vecchia signora di giocare praticamene ogni 3 giorni.

Juve, il mercato di gennaio una soluzione lontana

Tutto porta a una conclusione quasi inevitabile: il mercato di gennaio potrebbe essere cruciale. La Juventus dovrà intervenire per rinforzare un reparto che, ad oggi, rischia di non reggere le ambizioni del tecnico né quelle di un club che punta a tornare stabilmente ai vertici.

L’obiettivo è aggiungere almeno una pedina capace di dare respiro e qualità, magari un giocatore d’esperienza in grado di alternarsi con Locatelli o di guidare i giovani nei momenti più delicati della stagione.

Non a caso sono cominciati a circolare dei nomi come quello di Davide Frattesi, che anche nell'Inter di Cristian Chivu sta faticando a trovare spazio e continuità di prestazione.