L’arrivo di Damien Comolli alla Juventus, avvenuto durante l’estate, ha rappresentato un deciso cambio di rotta per la dirigenza bianconera. Il nuovo AD, voluto per inaugurare una fase più moderna e orientata alla progettazione analitica, ha portato con sé una filosofia di lavoro incentrata in maniera quasi totale sullo studio dei dati statistici. Un approccio che Comolli ha sviluppato negli anni all’interno dei club in cui ha lavorato e che ora desidera applicare con rigore anche alla Juventus, nel tentativo di costruire una società più strutturata, meritocratica e performante nelle scelte sportive.

Nelle ultime ore, l'AD bianconero ha parlato pubblicamente proprio di questo metodo, ribadendo come la raccolta, l’analisi e l’interpretazione dei dati rappresentino per lui uno strumento fondamentale per costruire squadre competitive. Le sue parole hanno inevitabilmente scatenato reazioni e discussioni tra addetti ai lavori e tifosi. Tra le voci più critiche c’è quella di Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia, che tramite X ha commentato il modo di esprimersi di Damien Comolli: “Comolli parla come fosse Ferguson, ma la sua carriera non è altrettanto prestigiosa”.

Le parole di Ravezzani

Ravezzani ha poi approfondito il proprio punto di vista, sottolineando come il dirigente francese non abbia sempre ottenuto i risultati sperati nelle sue precedenti esperienze.

Il giornalista ha ricordato che Comolli è stato “licenziato dal Saint-Étienne, poi dal Liverpool per risultati deludenti, ha avuto una brutta esperienza al Fenerbahçe. Nel 2021 – ha spiegato sul suo profilo social – fallisce la promozione col Tolosa, poi lo porta in Ligue 1 (13°, 11°, 10° posto)”. Un passato, dunque, non privo di ombre, nonostante alcuni successi e una reputazione internazionale consolidata nel campo dell’analisi statistica applicata al calcio.

Mentre attorno alla figura di Comolli si discute, alla Continassa la Juventus continua a lavorare in vista della ripresa del campionato. Luciano Spalletti, subentrato in panchina nella fase autunnale, sta portando avanti le sessioni di allenamento senza i numerosi giocatori impegnati con le rispettive nazionali.

Una situazione non ideale per un tecnico che ha ancora bisogno di consolidare idee, automatismi e principi tattici, ma che rientra nelle dinamiche tipiche delle soste internazionali.

Cinque giocatori attesi a inizio settimana

I primi a rientrare saranno Cambiaso, Locatelli, Vlahovic, Kostić e Conceicao, attesi a Torino a partire da martedì 18 novembre, una volta terminati i loro impegni con le selezioni nazionali. Il loro ritorno permetterà a Spalletti di iniziare a preparare in modo più concreto il match contro la Fiorentina, un appuntamento cruciale nella corsa ai piani alti della classifica. Gli altri giocatori torneranno alla Continassa nei giorni successivi, rientrando alla spicciolata a seconda delle tempistiche dei rispettivi programmi internazionali.

Soltanto quando avrà nuovamente il gruppo al completo, Spalletti potrà valutare lo stato di forma di ciascun giocatore e decidere chi farà parte della formazione che affronterà la Fiorentina. Sarà un test importante non solo per misurare la crescita della squadra, ma anche per verificare se la nuova filosofia societaria introdotta da Comolli potrà iniziare a tradursi in risultati concreti sul campo.