Secondo le ultime indiscrezioni di giornata, Paolo Ardoino e la sua Tether potrebbero presto tornare alla carica per l'acquisizione della Juventus. Dopo aver fallito il primo tentativo, il noto manager tifosissimo bianconero avrebbe intenzione di aumentare la posta in palio rispetto al miliardo e 100 messo sul tavolo per convincere John Elkann a passare il club piemontese di mano.

Juventus, Ardoino e la volontà di eseguire un secondo affondo per prelevare il club

Il confronto tra Tether e Juventus è destinato a tornare presto al centro della scena, senza bisogno di interpretazioni o retroscena criptici.

La fase della prudenza è ormai archiviata: ciò che fino a poco tempo fa sembrava tenuto sotto controllo, è ormai deflagrato apertamente. Da un lato c’è una realtà globale delle criptovalute che ha deciso di forzare i tempi e uscire allo scoperto; dall’altro, una proprietà storica del calcio italiano che considera il dossier sostanzialmente chiuso e non intende riaprirlo, almeno a parole.

Il precedente non è di poco conto: una proposta da 1,1 miliardi di euro, formalizzata e allegata a una comunicazione ufficiale, ha segnato un punto di non ritorno. Quel gesto, per dimensioni e modalità, ha cambiato il peso specifico del confronto. Non si trattava solo di una manifestazione di interesse, ma di un segnale preciso al mercato, agli azionisti e all’opinione pubblica.

E ora, secondo indiscrezioni sempre più insistenti, quella cifra sarebbe solo il punto di partenza di un’offensiva più ampia e strutturata.

Il rilancio, i social e la voce dei piccoli azionisti

Paolo Ardoino non sembra quindi intenzionato a fare un passo indietro. Al contrario, la strategia di Tether appare orientata a un rilancio concreto, non soltanto sul piano economico ma anche su quello comunicativo. Accanto ai canali ufficiali, l’azienda potrebbe fare leva su una mobilitazione pubblica, utilizzando i social network come amplificatore del proprio messaggio e come strumento di pressione indiretta. Un approccio che punterebbe a fare breccia su quel pubblico nutrito di internauti poco avvezzi ad accettare le decisioni prese dall'attuale dirigenza bianconera.

Un approccio che guarda anche alla base azionaria diffusa della Juventus, composta da piccoli investitori che, nell’ultima assemblea, hanno mostrato segnali evidenti di apprezzamento verso l’ingresso di un nuovo interlocutore capace di scuotere equilibri consolidati.

Tuttavia, la famigli Agnelli sembra intenzionata a resistere, convinta che aprire ulteriormente il confronto significherebbe perdere il controllo di una narrazione già complessa. La prossima mossa, dunque, non chiarirà soltanto il futuro di una possibile operazione finanziaria, ma dirà molto anche su quale modello di governance e di dialogo la Juventus intenda adottare negli anni a venire.