Secondo quanto riferito su X dal giornalista Francesco Oppini, la lesione di alto grado alla giunzione muscolo-tendinea dell'adduttore lungo sinistro che ha colpito Dusan Vlahovic nella gara contro il Cagliari terrà fuori il calciatore serbo per almeno 3 o 4 mesi. Una tegola non indifferente per la Juventus, che dovrà fare a meno del proprio centravanti titolare a lungo.

Juventus, Oppini la vede nera: 'Vlahovic? Lesione alla giunzione dell'adduttore, starà fuori almeno 3 o 4 mesi'

Nella giornata di oggi sta tenendo banco in casa Juventus il tema Dusan Vlahovic: il centravanti è stato sottoposto a esami strumentali dopo l'infortunio che ha costretto il serbo a uscire prematuramente contro il Cagliari.

Un problema muscolare che sembrava sin da subito piuttosto serio, specie per le smorfie del giocatore e per le parole dette da Spalletti in conferenza, ma che secondo il giornalista Francesco Oppini sarebbe persino più grave del previsto.

"VIahovic: gli esami hanno evidenziato una lesione di alto grado alla giunzione muscolo-tendinea dell'adduttore lungo sinistro. Stop di almeno 3 o 4 mesi! Per la Juventus è l'ennesima botta clamorosa, d'altronde "chi semina vento, raccoglie tempesta". Questo è quanto scritto da Oppini su X, in un messaggio che dipingerebbe una situazione piuttosto difficile, sportivamente parlando, per la Juventus che cosi dovrebbe rinunciare al proprio centravanti titolare per almeno le prossime 12 partite di campionato.

Oppini uscendo poi dal tema Juventus ha fatto un'analisi complessiva del campionato, concentrandosi sulla vetta della classifica e su chi la detiene: "Conte e Allegri in testa al campionato rispettivamente con Napoli e Milan. Sarà un caso, ma sono quelli che hanno vinto 11 campionati negli ultimi 15 anni: Antonio con tre squadre diverse, Max con due".

Juve, l'assenza di Vlahovic darà l'occasione a Jonathan David di dimostrare il proprio reale valore

L'infortunio di Dusan Vlahovic priverò la Juventus del suo titolare ma allo stesso tempo offrirà finalmente a Jonathan David un’occasione irripetibile: quella di giocare da titolare fisso nella formazione bianconera. Spalletti, che finora aveva sempre preferito il serbo come riferimento offensivo, sarà ora costretto a puntare stabilmente sul canadese, chiamato a un salto di qualità non più rinviabile.

Per David, che in stagione ha raccolto appena 2 gol in 17 presenze fra campionato e Champions League, numeri ben lontani dalle doppie cifre a cui era abituato in Ligue 1, non ci saranno più alibi: i prossimi mesi saranno la sua prova del nove, il momento in cui dovrà dimostrare di poter essere un attaccante da Juventus.