Dopo 14 giornate nel campionato di Serie A comandano Milan e Napoli a quota 31, a seguire l'Inter distanziata di un punto e via le altre. In difficoltà sembra la Juventus ancora alla ricerca di una identità. Di questa parte iniziale della Serie A 2025-2026 e non solo la redazione di Blasting News ha parlato in questa intervista esclusiva con Sofia Oranges, giornalista e volto social Rai.
Sofia Oranges: 'Il Milan ha bisogno di un centravanti di peso per essere al livello delle altre big nelle fasi calde della stagione'
Partiamo dalla vetta della classifica: si aspettava un campionato così avvincente?
‘Avevamo intuito che questo sarebbe stato un campionato imprevedibile: molte squadre hanno cambiato tanto, allenatori nuovi, investimenti mirati e un livello competitivo molto più bilanciato rispetto alle ultime stagioni. È una Serie A che non ha ancora una vera padrona e questo la rende più bella e più viva’.
Milan e Napoli attualmente in testa: gli uomini di Allegri non hanno le coppe: è un vantaggio?
‘Senza dubbio è un vantaggio non avere il peso degli impegni europei: più tempo per preparare le partite, meno energie spese e una gestione dei giocatori più serena. Però attenzione: non basta non avere le coppe per vincere. Serve continuità mentale e una identità di gioco molto chiara. Il Milan ha bisogno di un centravanti di peso per essere al livello delle altre big nelle fasi calde della stagione, ma l’identità c’è, l’entusiasmo pure’.
I partenopei si stanno abituando al doppio impegno campionato-Champions: posso confermarsi campioni d'Italia?
‘Dipende dalla continuità. Il Napoli ha ritrovato solidità, ha una rosa forte e un allenatore come Conte che sa cosa significa creare una mentalità vincente. E qui c’è un punto fondamentale: il Napoli è la squadra che ha investito di più sul mercato e ha in panchina l’allenatore più costoso della Serie A. Vincere, per loro, non è un’opzione: è un obbligo. La strada è quella giusta: se reggeranno la pressione su due fronti, possono assolutamente riconfermarsi al top in Italia’.
L'Inter è la squadra con la rosa più forte?
‘Non lo so se sia davvero la più forte. Ha giocatori di grande livello, certo, ma non ha cambiato molto rispetto alla scorsa stagione.
Quello che è cambiato davvero è Chivu: ha trasformato questa squadra con una mentalità nuova e un gioco praticamente perfetto dal punto di vista tecnico. A volte, però, quando si ricerca troppo la bellezza estetica del calcio, si perde un po’ di concretezza. E nel calcio moderno, la semplicità spesso paga: essere più diretti, più cattivi in area, finire l’azione senza fronzoli. Se l’Inter troverà questo equilibrio, allora sì: potrà dimostrare di essere la più forte, non solo sulla carta’.
In grande difficoltà sembra la Juve. Le chiedo il motivo secondo il suo parere.
‘La Juventus si porta dietro anni di cattiva gestione. È una società irriconoscibile: una proprietà che non ci mette più la faccia quando le cose vanno male, un club che ha perso i punti di riferimento di una volta.
Sembra aver smarrito il suo DNA vincente: quella capacità di imporre la propria mentalità, la propria presenza, la propria leadership anche solo entrando in campo. Possono cambiare l’ennesimo allenatore, ma se non si affrontano alla radice i problemi strutturali, tecnici e soprattutto identitari… sarà difficile tornare ad essere la Juventus. Quella vera’.
'La Roma sta facendo un percorso straordinario'
Invece, una sorpresa è la Roma che con un rinforzo in attacco potrebbe dire la sua.
‘La Roma sta facendo un percorso straordinario: Gasperini ha davvero overperformato una rosa che, sulla carta, non è all’altezza delle altre big. Ha dato un’identità precisa, una solidità che raramente si era vista negli ultimi anni, arrivando spesso oltre le aspettative.
Ma i miracoli non si possono fare all’infinito e prima o poi i nodi vengono al pettine: manca un attaccante di peso, un giocatore capace di trasformare tutto questo lavoro in gol pesanti. Ed è proprio lì che, purtroppo, si spezza un po’ il sogno dei tifosi: perché con un bomber vero, questa Roma potrebbe davvero lottare fino alla fine. Vediamo a gennaio che succede’.
Un commento sulla Fiorentina.
‘Per me è stato un errore interrompere il progetto straordinario iniziato da Palladino la scorsa stagione. Si pensava che quel cambio fosse necessario perché qualcosa si era rotto, ma da quel momento è cambiato tutto nel senso sbagliato. La posizione in classifica è quasi inverosimile se rapportata al valore della squadra: è evidente che siamo davanti soprattutto ad un problema mentale, più che tecnico.
In questo momento i tifosi, pur con tutte le loro ragioni, devono stringersi intorno al gruppo: perché il rischio è di cadere in un circolo vizioso che può portare solo al peggio e non voglio neanche immaginarlo’.
Sofia, parlando di lei, qual è il suo sogno, la sua ambizione? E cosa significa essere giornalisti in Rai?
'Il mio sogno è arrivare a condurre un programma nel mio stile, unendo autorevolezza giornalistica e un linguaggio capace di parlare anche alle nuove generazioni. Nel frattempo, il mio focus è crescere ogni giorno come giornalista, accanto a dei grandi professionisti della comunicazione. Sono felice di aver fatto sempre tanta gavetta, iniziata all’età di 22 anni, appena dopo la Laurea.
Non sempre arrivare subito al traguardo è un bene: nel nostro lavoro per costruire una credibilità è fondamentale fare passo dopo passo. Essere in Rai è una responsabilità, ma anche un orgoglio e nel mio ruolo a Il Processo al 90’ ho una grande opportunità: unire la tradizione del racconto sportivo alla freschezza del linguaggio digitale, portando in TV la voce dei tifosi e il dialogo con i social, creando un ponte tra due mondi che fino a poco tempo fa sembravano lontanissimi'.