Il giornalista Nicolò Ceccarini è stato ospite nelle scorse ore ai microfoni di Radio BiancoNera e parlando della Juventus e del mercato che sta effettuando la società bianconera, si è detto particolarmente perplesso: "I bianconeri sono partiti alla ricerca del centrocampista, poi del vice Yildiz, ora dell’attaccante. Ma il dato è uno solo: dopo tre settimane di mercato sono ancora fermi".
Ceccarini ha poi analizzato in modo critico le recenti strategie di mercato della Juventus. Secondo la sua valutazione, la trattativa per Mateta avrebbe subito una fase di stallo, inducendo il club bianconero a orientarsi su En-Nesyri, profilo seguito anche dal Napoli.
Ceccarini e le perplessità sull'operato della Juventus in sede di calciomercato
Ceccarini ha espresso perplessità sull’attuale linea operativa della dirigenza juventina, sottolineando come, qualora Mateta fosse stato realmente individuato come il naturale successore di Vlahovic e un investimento strategico per il futuro, l’operazione avrebbe dovuto essere portata a termine senza esitazioni. A suo avviso, rinunciare a un obiettivo per una differenza economica relativamente contenuta appare poco coerente.
Il giornalista ha inoltre ricordato come, storicamente, la Juventus si sia sempre distinta per chiarezza e determinazione nelle scelte di mercato, mentre negli ultimi anni percepisce una maggiore incertezza.
In conclusione, ha ribadito che, quando un club ha un obiettivo realmente prioritario, dovrebbe perseguirlo con decisione e senza tentennamenti.
Juve, il modus operandi di Comolli è quello della scorsa estate
Eppure, seguendo le parole di Ceccarini, la Juventus e il deus ex machina bianconero Damien Comolli, non sembrerebbero aver imparato la lezione dalla scorsa estate. Nello specifico, il dirigente francese passò luglio e agosto cercando di trovare una quadra con il PSG per l'acquisizione di Kolo Muani, centravanti che poi passò in prestito al Tottenham. Una perdita di tempo che impedì all'amministratore delegato bianconero di scegliere altri obiettivi e soprattutto lo costrinse a correre ai ripari negli ultimi giorni disponibili, andando a spendere oltre 40 milioni per l'acquisizione di Lois Openda.