Le parole pronunciate da Luciano Spalletti nel post partita contro il Sassuolo continuano a far rumore e ad alimentare il dibattito nel mondo del calcio. Un intervento a caldo che non ha ancora smesso di dividere tifosi, addetti ai lavori e soprattutto il fronte dei media. Il tecnico toscano ha puntato il dito contro una parte della stampa, accusata di esercitare una pressione costante sulla Juventus e di adottare un doppio metro di giudizio nei confronti degli allenatori, elogiando quelli considerati “amici” e criticando altri sistematicamente.

Un modus operandi, quello del toscano, non nuovo per lui e già utilizzando in altre piazze.

Un rapporto difficile con i media, da Roma a Torino

Quello tra Spalletti e i giornalisti non è infatti il primo dei dissapori. Già ai tempi della Roma, il tecnico toscano aveva avuto scontri durissimi con una parte della stampa, arrivando a definire alcuni cronisti “topini sordi” e parlando apertamente di una stampa fatta di gole profonde capaci, secondo lui, di diffondere notizie false o tendenziose. Episodi che avevano segnato profondamente il clima attorno alla squadra e che avevano contribuito a creare una frattura evidente con l'ambiente. A Torino, paradossalmente, è bastato ancora meno tempo perché le tensioni emergessero.

Sono trascorsi meno di tre mesi dal suo arrivo sulla panchina della Juventus prima di sentire Spalletti parlare di giornalisti che fanno "videini” e che parlano male della sua squadra per rapporti personali. Dichiarazioni forti, che hanno riacceso una polemica destinata probabilmente a protrarsi nel tempo e di cui lo stesso Spalletti è voluto tornare a dibattere nella conferenza stampa di oggi.

Spalletti: "Onestamene mi è sembrato esagerato quello che è venuto fuori dopo le mie parole'

Nel dettaglio, Spalletti nella conferenza stampa alla vigilia del match che vedrà la Juventus giocare con la Cremonese, ha detto: "Onestamente mi è sembrato esagerato quello che è venuto fuori dopo le mie parole.

Io ho solo risposto a chi aveva sostenuto che nella mia squadra mancava organizzazione nella gestione di alcuni episodi. Per capire certe situazioni che si creano all'interno di uno spogliatoio, bisognerebbe essere degli addetti ai lavori e aver avuto quelle esperienze dirette li".