Un nuovo anno, ma vecchie abitudini dure a morire. Il 2026 della Juventus si apre con un pareggio che lascia più interrogativi che certezze, riportando a galla limiti e fragilità che sembravano attenuati sul finire della scorsa stagione. L’1-1 casalingo contro il Lecce diventa così molto più di un semplice passo falso: è il simbolo di una squadra che fatica ancora a scrollarsi di dosso errori strutturali e mancanza di lucidità nei momenti chiave.
Juventus, i soliti errori concettuali che fanno male e costano punti
La Juventus apre il nuovo anno palesando le problematiche e gli errori concettuali che l'avevano accompagnata per una larga parte del 2025.
Il pareggio interno per 1-1 contro il Lecce non è soltanto un risultato deludente dal punto di vista della classifica, ma rappresenta soprattutto una cartina di tornasole impietosa su difetti mai realmente risolti, solo momentaneamente mascherati dal lavoro di Luciano Spalletti nelle ultime settimane.
E dire che il primo tempo aveva raccontato tutt’altra storia. La Juve aveva preso il controllo della gara con autorità, palleggio e pressione alta, schiacciando il Lecce nella propria metà campo. Poi, improvviso e inspiegabile, l’episodio che ha cambiato il corso della partita. Andrea Cambiaso, nella propria trequarti, opta per un passaggio orizzontale tanto rischioso quanto inutile: un errore concettuale prima ancora che tecnico.
Banda ringrazia, intercetta, salta mezza difesa bianconera e scarica sotto l’incrocio un destro imparabile. Un gol che nasce dal nulla, figlio di una leggerezza non nuova e che condanna la Juventus ad andare all’intervallo sotto nel punteggio, immeritatamente ma colpevolmente.
Juve, attaccanti dalle polveri bagnate e poco carattere
Nella ripresa, anziché reagire con lucidità, i bianconeri finiscono per amplificare i rimpianti. L’occasione più ghiotta arriva dal dischetto, ma Jonathan David si presenta con un atteggiamento fin troppo remissivo: rincorsa lenta, conclusione incomprensibile e Falcone che ringrazia e neutralizza. Un errore pesante, che pesa come un macigno sull’economia del match.
Nel finale, quando il Lecce sembra alle corde, è Openda a sprecare l’occasione del sorpasso: porta sguarnita, tempo per coordinarsi e pallone incredibilmente alto sopra la traversa. Un errore che sa di beffa e che fotografa alla perfezione il momento della Juventus.
Il risultato finale è un pareggio che lascia l’amaro in bocca e che rischia di avere conseguenze ben più profonde dei due punti persi. Perché certi errori, a questi livelli, non sono casuali. Sono sintomi. E per la Juventus, la sensazione è che questo 1-1 contro il Lecce possa aver definitivamente chiuso il già fragile spiraglio verso una corsa scudetto.