La Juventus di Luciano Spalletti corre forte e lo fa con numeri che non lasciano spazio a interpretazioni. Da quando il tecnico toscano si è insediato alla Continassa, prendendo il posto di Igor Tudor, la formazione bianconera ha cambiato volto, ritmo e soprattutto ambizioni. I risultati ottenuti nelle ultime settimane raccontano di una squadra che viaggia con passo da prima della classe, capace di tenere una media punti da scudetto e di imporsi con autorevolezza anche contro avversari di pari livello. Un cambio di marcia evidente, che oggi fa guardare al recente passato con più di un rimpianto.
L’inizio tra dubbi e pareggi: poi la svolta
La prima gara ufficiale di Spalletti sulla panchina della Juventus risale al primo novembre, quando i bianconeri si imposero per 2-1 sul campo della Cremonese. Un successo importante, ma non sufficiente a dissipare immediatamente le perplessità. Dopo quella vittoria arrivarono infatti tre pareggi consecutivi, uno dei quali in Champions League, risultati che avevano fatto storcere il naso a una parte della tifoseria e alimentato il sospetto che poco sarebbe cambiato rispetto alla gestione Tudor. Ed è proprio in quel momento, però, che la Juventus di Spalletti inizia davvero a trasformarsi. Il tecnico lavora sull’identità, sulla fiducia e sulla compattezza del gruppo, ottenendo risposte sempre più convincenti sul campo.
Numeri da vertice e rimpianti inevitabili
Da lì in avanti, la Juventus cambia marcia in maniera netta: i bianconeri vincono 7 delle successive 8 gare, imponendosi anche contro Bologna e Roma, due avversarie considerate alla pari nella corsa alle zone alte della classifica. Gli inciampi recenti contro Cagliari e Lecce, quest’ultimo particolarmente casuale, non scalfiscono la fiducia del gruppo, che reagisce con personalità e qualità. Arrivano così vittorie nette contro Benfica e soprattutto Napoli, in una delle prestazioni più convincenti della stagione. Il bilancio complessivo sotto la guida di Spalletti parla di 12 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte, con 3 successi in Champions League e ben 30 punti conquistati su 42 disponibili in campionato.
Un ruolino di marcia che, proiettato sull’intera stagione, avrebbe portato la Juventus a sfiorare quota 80 punti, numeri da piena lotta scudetto. Ed è inevitabile che alla Continassa qualcuno potrebbe pensare a ciò che sarebbe potuto essere se il tecnico toscano fosse arrivato prima. Rimpianti sì, ma anche la consapevolezza di aver finalmente imboccato la strada giusta.