La Juventus continua a muoversi con prudenza sul mercato, consapevole della necessità di coniugare ambizione sportiva e sostenibilità economica. Secondo le ultime indiscrezioni riportate su YouTube dal giornalista Fabrizio Romano, due dei profili accostati con maggiore insistenza ai bianconeri nelle ultime settimane, Federico Chiesa e Jean-Philippe Mateta, sarebbero considerati effettivamente abbordabili dalla dirigenza juventina, ma solo a condizioni ben precise. In entrambi i casi, infatti, il nodo centrale resta quello dei costi, con la Vecchia Signora pronta a muoversi soltanto in presenza di valutazioni riviste al ribasso o di formule contrattuali più favorevoli.

Chiesa, ritorno possibile ma a condizioni diverse

Il nome di Federico Chiesa continua a rimbalzare fra le mura della Continassa e il suo profilo resta gradito alla dirigenza bianconera. L’esterno toscano, oggi al Liverpool, viene seguito con attenzione, ma secondo quanto riferito da Fabrizio Romano si registrerebbe una certa freddezza nei dialoghi tra i due club. Il motivo è legato alle richieste dei Reds, orientati a impostare un’operazione con obbligo di riscatto a cifre considerate elevate, vicine ai 20 milioni di euro. Una valutazione che a Torino non convince, soprattutto alla luce del rendimento altalenante del classe ’97 in Inghilterra. La Juventus, infatti, sarebbe disposta a riportare Chiesa a Torino soltanto a condizioni economiche decisamente più basse e con formule differenti, come un prestito con diritto di riscatto.

Una soluzione che permetterebbe al club bianconero di valutare il giocatore sul campo prima di un investimento definitivo, riducendo al minimo i rischi finanziari.

Mateta nel mirino, ma il prezzo frena l’affondo

Discorso per certi versi analogo anche per Jean-Philippe Mateta. Il centravanti del Crystal Palace piace alla Juventus, che ne apprezza le caratteristiche fisiche e la crescita mostrata in Premier League. Secondo Romano, i dirigenti bianconeri avrebbero già fatto sapere ai colleghi inglesi di essere seriamente interessati al giocatore, ma soltanto a cifre inferiori rispetto ai 40 milioni di euro attualmente richiesti dal club londinese. Una valutazione considerata troppo alta per un attaccante che, pur avendo qualità evidenti, non viene ritenuto imprescindibile a quelle condizioni. La strategia juventina è chiara: monitorare la situazione, attendere eventuali aperture e farsi trovare pronti nel momento in cui il prezzo dovesse scendere.