Il pomeriggio dell’Allianz Stadium si trasforma nell’ennesimo incubo per una Juventus sempre più fragile e lontana dalle certezze che dovrebbero accompagnare una squadra in lotta per i vertici. Il sorprendente 0-2 subito in casa contro il Como rappresenta molto più di una semplice battuta d’arresto: è il simbolo di un momento nerissimo per i bianconeri, crollati sotto i colpi di una formazione organizzata, coraggiosa e affamata di punti Champions. Gli uomini di Luciano Spalletti steccano ancora, mostrando limiti evidenti sia sul piano mentale che su quello del gioco, mentre lo Stadium – sempre meno paziente – accompagna l’uscita dal campo con una pioggia di fischi assordanti.

Il successo del Como guidato da Cesc Fabregas è invece il manifesto di una squadra che sogna in grande e che, con questi tre punti pesantissimi, si candida seriamente come outsider nella corsa alle prime posizioni.

Primo tempo opaco e l’errore che indirizza la gara

La Juventus parte con il freno a mano tirato, incapace di imporre ritmo e intensità. Il primo tempo è povero di idee e di occasioni, con i bianconeri che sembrano accusare ancora le scorie delle recenti sconfitte. Il gol che sblocca il match arriva come una doccia gelata: Michele Di Gregorio si rende protagonista di un intervento impreciso che spalanca la strada alla conclusione vincente di Vojvoda. Un errore pesante, che manda in confusione una Juventus già fragile.

La reazione non arriva. Anzi, il Como prende fiducia, palleggia con personalità e chiude ogni linea di passaggio, lasciando ai bianconeri solo iniziative individuali e cross sterili. Il pubblico percepisce la difficoltà e il malcontento inizia a serpeggiare sugli spalti, preludio a una giornata che si rivelerà amarissima.

Ripresa, colpo del KO e crisi aperta

Nel secondo tempo Spalletti prova a cambiare qualcosa, ma l’inerzia della partita resta dalla parte dei lombardi. La Juventus attacca in modo confuso, senza lucidità, mentre il Como colpisce nel momento giusto. Il gol dello 0-2 porta la firma di Maxence Caqueret, che chiude definitivamente i conti e ammutolisce lo Stadium, salvo poi esplodere in una contestazione nei confronti dei padroni di casa giunta al triplice fischio.

È la terza sconfitta consecutiva per la Juventus, dopo il 3-2 incassato contro l’Inter e il pesantissimo 5-2 subito in Champions League dal Galatasaray. Un filotto negativo che certifica una crisi profonda. Ora lo scenario si fa ancora più preoccupante: la Roma, vincendo contro la Cremonese, potrebbe volare a +4, presentandosi allo scontro diretto dell’Olimpico con un vantaggio psicologico e di classifica enorme.