La Juventus esce dal mese di febbraio con più di una ferita aperta e con la sensazione di aver smarrito certezze lontano dallo Stadium. Un vero e proprio mal di trasferta che ha inciso in modo pesante sugli obiettivi stagionali dei bianconeri, colpiti duramente in tre appuntamenti chiave nel giro di poche settimane. Tre sconfitte, tutte esterne, che hanno lasciato il segno non solo in termini di risultati, ma anche sul piano mentale e della fiducia.
Coppa Italia, scudetto e Champions svaniscono in trasferta
Il primo campanello d’allarme è suonato il 5 febbraio, quando l’Atalanta ha travolto la Juventus con un netto 3-0 tra le mura amiche, eliminando anzitempo la Vecchia Signora dalla Coppa Italia.
Una sconfitta pesante che ha evidenziato tutte le difficoltà dei bianconeri nel reggere l’intensità e l’aggressività degli avversari lontano da Torino. Il 14 febbraio è poi arrivato il secondo colpo, forse ancora più duro da digerire: a San Siro, contro l’Inter, la Juventus è caduta per 3-2 al termine di una gara segnata da polemiche arbitrali e tensioni. Un risultato che ha spento definitivamente i sogni di rimonta per il primo posto, sancendo il distacco dalla vetta e ridimensionando le ambizioni scudetto.
Il crollo europeo e l’allarme Olimpico
Il KO più doloroso, però, è arrivato il 17 febbraio in Champions League, sul campo del Galatasaray. Un pesantissimo 5-2 che ha messo a nudo fragilità difensive e limiti strutturali, permettendo ai turchi di ipotecare il passaggio del turno, poi formalizzato nella notte di mercoledì nonostante la sconfitta per 3-2 allo Stadium.
Tre KO in trasferta e un totale di 11 gol subiti che devono far suonare un campanello d’allarme in vista della prossima, delicatissima sfida. All’orizzonte c’è infatti l’Olimpico, dove la Juventus affronterà una Roma lanciata e sospinta da 65 mila tifosi. I giallorossi scenderanno in campo con una consapevolezza chiara: vincere significherebbe volare a +7 proprio sui bianconeri, diretti rivali nella corsa a un posto in Champions League. Per la Juventus sarà molto più di una partita: servirà una risposta di carattere per scacciare i fantasmi di febbraio e dimostrare che il mal di trasferta può ancora essere curato.