Il giornalista Alfredo Pedullà ha parlato ai microfoni di Youtube della Juventus e di alcuni errori che avrebbe commesso l'ad bianconero: "Comolli ha parlato per la prima volta in italiano, dicendo concetti giusti che forse avrebbe dovuto dire prima. Perché è qualche mese che è nel nostro paese e forse certe cose gli sarebbero dovute uscire dalla bocca con anticipo. Insomma concetti indirizzati verso una crescita della Juventus che deve essere costante e che deve tornare a tentare di vincere lo scudetto, cosa che non succede da diversi anni. Bisogna però ricordare che Comolli e il gruppo con il quale lavora sono responsabili di quello che è successo in estate.

A cosa mi riferisco? A due passaggi chiave, il primo la conferma di Tudor, che poi si sono rimangiati alla Continassa. Avessero preso prima Spalleti oggi sarebbero ancor più vicini all'Inter e con un impianto di gioco collaudato, perché il toscano avrebbe avuto più tempo per attecchire".

Pedullà: 'L'altro clamoroso errore di Comolli è stato fatto con Kolo Muani nella scorsa estate'

Pedullà ha proseguito: "L'altro errore clamoroso commesso dalla dirigenza è quello inerente Kolo Muani: la Juventus per stare dietro al francese si è messa nelle condizioni di perdere tempo dietro a un calciatore che poi non è arrivato. Questo l'ha costretta a ripiegare alla fine su un calciatore costosissimo e che finora non ha ripagato lo sforzo economico come Openda.

Il belga a Torino è sembrato il gemello di quello che tanto bene aveva fatto a Lipsia e questi sono errori che hanno arrecato al club bianconero, che sarebbe potuto crescere con i fatti e non con le parole. Insomma adesso servono scelte da Juventus e non continuare a farsi portare a spasso da calciatori che neanche avrebbero quel palmares necessario per approdare in una società tanto blasonata".

Juve e il riferimento di Pedullà

Nell'ultima frase Pedullà potrebbe fare riferimento a quanto accaduto fra la Juventus ed En-Nesyri: il centravanti marocchino, avrebbe tenuto in sospeso la società piemontese per diversi giorni, prima di rispondere con un secco no all'offerta di prestito con diritto di riscatto che il ds Ottolini avrebbe recapitato direttamente al Fenerbahce nel suo viaggio in Turchia.