Il momento negativo che sta attraversando la Juventus ha riaperto scenari che fino a poche settimane fa sembravano impensabili. Alla Continassa l’aria è tornata pesante e la proprietà avrebbe deciso di rimettere tutto e tutti in discussione, senza più intoccabili. Nemmeno Luciano Spalletti, inizialmente accolto come l’uomo della svolta, sembra oggi al riparo da valutazioni profonde. Il tecnico toscano, nei primi mesi, aveva fatto gridare al miracolo per identità di gioco e risultati immediati, riuscendo a raddrizzare una stagione che rischiava di deragliare.

Ora però anche lui appare risucchiato in quel tunnel che ha inghiottito diversi suoi predecessori, fatto di pressione costante, aspettative elevate e risultati che non arrivano.

Spalletti e una stagione appesa a un filo

I recenti verdetti del campo hanno accelerato le riflessioni. L’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Atalanta e i successivi KO con Inter e Como hanno lasciato strascichi evidenti. Mercoledì sera, poi, la Juventus sarà chiamata a un’altra prova ai limiti dell’impossibile: ribaltare il 5-2 subito contro il Galatasaray nell’andata dei sedicesimi di Champions League. Un’impresa che, se non riuscisse, costringerebbe i bianconeri a segnare un’altra casella alla voce “obiettivi falliti”.

A quel punto resterebbe soltanto il quarto posto in campionato come ancora di salvezza, indispensabile per qualificarsi alla prossima Champions. Un traguardo che, se mancato, metterebbe seriamente a rischio la conferma di Spalletti, nonostante il credito iniziale accumulato.

Comolli nel mirino: il mercato sotto accusa

Ma il tecnico toscano non sarebbe l’unico a rischiare. Anche l’amministratore delegato Damien Comolli sarebbe finito sotto la lente d’ingrandimento della proprietà. Il mercato estivo, molto oneroso, non ha prodotto i frutti sperati e alcune scelte pesano oggi come macigni. Calciatori come Edon Zhegrova e Lois Openda sono costati cifre importanti al club, ma il loro contributo sul campo è stato ben al di sotto delle aspettative.

Investimenti che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi stagionali, finirebbero inevitabilmente sul banco degli imputati. Alla Juventus, dunque, si respira di nuovo aria di resa dei conti: il finale di stagione non servirà solo a definire una classifica, ma potrebbe ridisegnare assetti, ruoli e responsabilità di un progetto che oggi appare nuovamente in discussione.