Sfida dal sapore intenso quella che vedrà il Manchester United ospitare il Tottenham Hotspur all’Old Trafford, venerdì 7 febbraio alle 13:30, per la 25ª giornata della Premier League 2025/26. Due squadre dalle grandi ambizioni incroceranno i guantoni calcistici nel tempio dei Red Devils, in piena corsa europea. Perché la posta in palio è altissima: lo United cerca punti per tenere il passo delle prime, gli Spurs hanno nel mirino l’accesso alle coppe. E tutto avviene nell’atmosfera elettrica del teatro dei sogni di Manchester, con le due formazioni pronte a schierare i rispettivi uomini migliori.
Le probabili formazioni: United con Fernandes e Cunha, Tottenham si affida a Simons
Il Manchester United dovrebbe scendere in campo con il consueto 4-2-3-1: Senne Lammens tra i pali, linea difensiva composta da Diogo Dalot, Harry Maguire, Lisandro Martinez e Luke Shaw. In mediana tandem robusto con Casemiro e Kobbie Mainoo. Dietro l’unica punta Bryan Mbeumo, agiranno Amad, Bruno Fernandes e Matheus Cunha, per garantire fantasia e rapidità offensiva.
Gli Spurs, invece, adotteranno il 3-4-2-1: davanti a Vicario il terzetto difensivo formato da Joao Palhinha, Cristian Romero e Radu Dragusin; in fascia Archie Gray e Destiny Udogie, con Conor Gallagher e Yves Bissouma in mezzo. Davanti, tridente leggero e imprevedibile con Xavi Simons e Randal Kolo Muani alle spalle di Dominic Solanke.
Quote: Manchester United nettamente favorito dagli analisti
I grandi nomi e il fattore Old Trafford spingono i bookmaker verso il Manchester United. William Hill quota la vittoria interna dei Red Devils a 1.57, il pareggio a 4.33, mentre il colpaccio del Tottenham tocca quota 4.75. Il segno 1, dunque, appare preferito dagli analisti, che vedono Fernandes e compagni padroni della situazione tra le mura amiche.
Le statistiche: leader tecnico Fernandes, Mbeumo terminale affidabile, Simons e Solanke volti nuovi per gli Spurs
Nello scacchiere di Ten Hag il perno creativo resta inevitabilmente Bruno Fernandes.
Il portoghese non è solo regista avanzato e cecchino su palla inattiva, ma è anche leader di rendimento: 21 presenze su 21 da titolare in stagione, 1807 minuti collezionati e un bottino di 5 gol e ben 12 assist distribuiti ai compagni. La prolificità offensiva è testimoniata dai 33 tiri tentati (13 nello specchio), mentre la sua capacità di illuminare la manovra spicca nei 68 passaggi chiave e 1171 tocchi complessivi, cui aggiunge anche una concretezza difensiva fatta di 37 tackle e 12 intercetti.
Accanto a lui spiccano Matheus Cunha e Bryan Mbeumo. Il brasiliano, 17 volte partente dal primo minuto, ha punito 6 volte i portieri avversari e ha fornito 2 assist, con 42 tiri (24 in porta) e la capacità di infastidire le difese sia in dribbling (31 riusciti su 59 tentati) che nei duelli fisici (103 vinti su 231 totali).
Per Mbeumo numeri da attaccante puro: 8 reti in 19 presenze da titolare, con 42 tiri (28 in porta) e un interessante contributo anche in fase di costruzione – 30 passaggi chiave e ben 532 palloni giocati.
Dalla parte Spurs, riflettori accesi su Xavi Simons, talento olandese in grado di cambiare volto all’attacco: 18 gare disputate (13 da titolare), 4 assist e 1 gol in stagione, in aggiunta a 43 dribbling tentati, cui 18 portati a buon fine. Nei duelli fisici ha dimostrato personalità (82 vinti su 170 ingaggiati) e nell’ultimo periodo la sua centralità si è rafforzata grazie anche a 20 passaggi decisivi, pur con ancora margini di crescita realizzativa.
L’attacco londinese vede anche Randal Kolo Muani e Dominic Solanke: il primo ancora a secco di gol in 16 presenze, ma molto cercato nella manovra in verticale, mentre Solanke – ultimo arrivo – ha subito lasciato il segno con 2 reti in appena 238 minuti giocati e 4 tiri nello specchio su 6.
Nel pacchetto offensivo Tottenham, la lotta per una maglia da titolare resta aperta, ma la sensazione è che soprattutto in trasferta servirà la serata perfetta per abbattere il muro eretto all’Old Trafford.



















