La Juventus della prossima stagione comincia a prendere forma tra idee e strategie, ma anche con una linea che sembra ormai ben delineata. A riassumere il momento è stato Alfredo Pedullà che, sul suo canale YouTube, ha analizzato la situazione dirigenziale bianconera: “I primi dubbi, ma seri dubbi, mi vengono quando parlo di Juventus, Milan e Roma. La Juventus perché Comolli, che può aver indovinato qualche mossa, secondo me deve lasciare la palla al suo management italiano che deve ascoltare Spalletti e deve mettere il timbro”. Parole che fotografano un equilibrio ancora in costruzione, ma anche la volontà di dare maggiore centralità alla componente sportiva italiana.

L’analisi di Pedullà

La scorsa estate la Juventus ha rivoluzionato completamente la propria struttura dirigenziale, affidandosi a nuove figure e ridefinendo i ruoli interni. In questo contesto, Damien Comolli ha assunto progressivamente sempre più potere, arrivando in autunno a ricoprire anche il ruolo di amministratore delegato. Una scelta forte, che però continua a far discutere.

Secondo Pedullà, la chiave per il futuro della Juventus è piuttosto chiara e passa da un maggiore coinvolgimento delle figure italiane presenti in società, come Giorgio Chiellini e Marco Ottolini,chiamati a lavorare in sinergia con l’allenatore. Non a caso, il giornalista ha rincarato la dose spiegando quale dovrebbe essere il vero compito di Comolli: “Comolli deve firmare, ha il potere di firma, firmasse punto a capo.

Io la leggo in questa maniera per non continuare a commettere degli errori. Se sento parlare ancora di algoritmi viene un po’ la pelle d’oca e non posso pensare che una società oggi debba scegliere un portiere, un centrocampista, un difensore centrale in base agli algoritmi. Secondo me è un discorso che non esiste”.

Un messaggio diretto, che sottolinea come la Juventus debba ritrovare una dimensione più “calcistica” nelle sue scelte, privilegiando competenze tecniche e sensibilità sportiva rispetto a logiche troppo analitiche. In questo senso, il ruolo dell’allenatore diventa centrale, soprattutto nella costruzione della rosa futura.

Spalletti al centro del progetto

Parallelamente alle riflessioni sulla dirigenza, la Juventus sta lavorando con decisione anche sul fronte rinnovi.

In cima alla lista c’è Luciano Spalletti, considerato il vero punto di riferimento del nuovo progetto tecnico. Le parti sono sempre più vicine e l’intesa sembra ormai a un passo: sul tavolo c’è un prolungamento fino al 2027, con opzione per il 2028.

Un segnale chiaro di fiducia nei confronti del tecnico di Certaldo, che nel frattempo ha già iniziato a tracciare le linee guida per il futuro. Spalletti ha infatti indicato alla società quali sono i giocatori ritenuti imprescindibili e quelli invece sacrificabili, delineando una strategia precisa per alzare il livello qualitativo della rosa.

L’obiettivo è ambizioso: servono circa sei o sette innesti mirati per rendere la Juventus più competitiva, sia in Italia che in Europa.

Non si tratta solo di aggiungere quantità, ma soprattutto qualità e caratteristiche funzionali al suo sistema di gioco. La dirigenza, dunque, sarà chiamata a un lavoro importante, ma con una direzione finalmente condivisa.

Il possibile rinnovo di Spalletti rappresenta quindi molto più di una semplice firma: è il simbolo di una Juventus che vuole ripartire da certezze tecniche e da una guida forte, capace di incidere davvero sulle scelte di mercato. E proprio da questa sintonia tra allenatore e società potrebbe nascere la base per un nuovo ciclo vincente.