Cristian Chivu ha scritto la storia dell'Inter, conquistando lo scudetto alla sua prima stagione in Serie A. Il trionfo è giunto con la vittoria sul Parma, in anticipo. Il tecnico romeno si unisce a una ristretta cerchia di allenatori vincenti al debutto (Vycpalek, Sacchi, Mourinho). Un successo che acquista valore dopo una stagione difficile, segnata dalla delusione per la finale di Champions League dell’anno precedente, che aveva lasciato la squadra psicologicamente provata e con tensioni interne.

Ex difensore nerazzurro, Chivu, arrivato in Italia nel 2003, ha costruito la sua credibilità in campo e in panchina, guidando la Primavera dell’Inter al titolo (2021-22) e ottenendo una salvezza a Parma.

Chiamato a guidare la prima squadra in un momento delicato, ha scelto di non rivoluzionare, ma di lavorare su fiducia e identità collettiva. L’Inter, sotto la sua guida, è divenuta più verticale e concreta, efficace sui calci piazzati. Nonostante due sconfitte iniziali e pressioni (polemiche post-Inter-Juve, eliminazione in Champions), la squadra ha saputo reagire.

La rinascita nerazzurra e la gestione del gruppo

Chivu ha saputo rimettere al centro giocatori chiave come Calhanoglu, Dimarco, Zielinski e Pio Esposito, affidandosi alla leadership di Lautaro Martinez. Il suo stile comunicativo, pacato e riflessivo, ha ricostruito un ambiente coeso, affrontando anche temi personali. Con la pressione crescente, Chivu ha mostrato un lato più diretto: “Posso essere tutto ma di sicuro non sono un fesso”, e ironicamente: “Vicini allo scudetto?

No, puntiamo alla Champions”.

Il trionfo in Serie A è storico: Chivu è il primo allenatore dell’Inter in 88 anni a vincere lo scudetto sia da giocatore sia da tecnico. Si inserisce in un club esclusivo. Il suo lavoro ha permesso alla squadra di superare rivali di alto calibro, dimostrando che il successo arriva senza rivoluzioni, ma capendo cosa non cambiare.