Il futuro dirigenziale della Juventus continua a restare avvolto dall’incertezza. Secondo le ultime indiscrezioni di calciomercato, infatti, la posizione di Damien Comolli sarebbe ancora fortemente in discussione nonostante il tentativo di mediazione pubblica portato avanti da Luciano Spalletti alla vigilia del derby della Mole contro il Torino.

Negli ultimi giorni il tecnico toscano era stato indicato da diverse voci come uno dei principali sponsor dell’eventuale addio del dirigente francese. Secondo quanto filtrato, Spalletti avrebbe chiesto direttamente a John Elkann un cambio ai vertici dell’area gestionale della Juventus per poter proseguire serenamente il proprio progetto tecnico.

Un’indiscrezione che ha inevitabilmente acceso il dibattito attorno agli equilibri interni della Continassa e che ha trovato parziale risposta proprio nelle dichiarazioni rilasciate dall’allenatore bianconero in conferenza stampa.

Spalletti prova a mediare: “Voglio partecipare alla costruzione della squadra”

Parlando del rapporto con Comolli, Spalletti ha infatti dichiarato: “Ognuno dirà la sua ed è normale che sia così, con l'obiettivo di fare una squadra più forte. Chiaro che nel nostro rapporto diventa fondamentale che io voglio partecipare nella costruzione della futura squadra della Juventus”.

Parole che da un lato confermano la volontà del tecnico di avere un peso importante nelle future scelte sportive del club, ma che dall’altro sembrano rappresentare anche un tentativo di stemperare le tensioni emerse nelle ultime settimane attorno alla figura dell’amministratore delegato francese.

Senza Champions potrebbe saltare Comolli

Alla Continassa, però, il futuro di Comolli resterebbe tutt’altro che garantito, visti i numerosi acquisti sbagliati e il cammino conseguito dalla formazione piemontese in campionato e in Europa. Ed è proprio in questo scenario che il dirigente francese rischierebbe concretamente di diventare il principale sacrificato della stagione bianconera.

La proprietà starebbe infatti valutando una possibile ristrutturazione dell’assetto societario e in quel caso, Comolli potrebbe pagare il prezzo più alto di un’annata vissuta tra risultati altalenanti, contestazioni e tensioni interne.